Zironelli: «Quando mi ha chiamato la Juve pensavo a uno scherzo. L’obiettivo…»

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L’allenatore della Juventus Under 23 parla dopo la prima storica vittoria della sua squadra. Le parole di Mauro Zironelli

Buonissima la prima per il tecnico della Juventus 23 che vince e convince contro il Cuneo. Primi tre punti nel triangolare A di Coppa Italia Serie C e tanti buoni segnali. Ecco le parole a fine gara di Mauro Zironelli al microfono del nostro inviato Giovanni Albanese.

WORK IN PROGRESS – «Abbiamo iniziato a lavorare da appena tre giorni. Ho potuto insistere solo sull’aspetto fisico. Ci sono molti ragazzi che sono in uscita, la squadra è un cantiere aperto. Comunque sono soddisfatto, ho visto buone trame sia col 3-5-2 sia col 3-4-3. Siamo qui per costruire e per far crescere questi ragazzi».

OBIETTIVO – «Dobbiamo fare il meglio possibile. Non mi è stato chiesto nulla di speciale: non serve caricare di pressione questi ragazzi. Hanno grandi potenzialità e possono dare molto alla Juve. Normale che non siamo veterani e che si debbano adattare in fretta a una categoria che ha un alto livello di agonismo. Probabilmente prenderemo qualche schiaffo. Se poi riusciremo a fare il colpacio tanto di guadagnato. Avremo sicuramente degli alti e bassi, quindi cerchiamo di non caricare ragazzi che per il 70% sono della Primavera. Questa è una grandissima possibilità, magari qualcuno aveva delle prospettive diverse, ma qui hanno una grandissima occasione di giocare sempre. A casa, nei loro ambienti. Dobbiamo cercare di capire da dove sono venuti e dove erano. Rimanere sempre con l’umiltà che predico, non sempre – e devo stare attento, perché è facile vedere Ronaldo a 30 metri – si sta sul pezzo. Qui devo pensarci io. ».

IDEA TATTICA – «Saremo autonomi rispetto alla prima squadra dal punto di vista del gioco. Sto cercano di dare una fisionomia alla squadra in base ai giocatori che ho a disposizione. Sono contento perché ho visto i ragazzi progredire in pochissimi giorni. Dobbiamo però migliorare pian piano nella gestione del pallone. La difesa a tre è la nostra certezza».

NUOVA ESPERIENZA – «Mi metto in discussione, ero abituato ad altro ma mi sono staccato io e sono tornato a insegnare cose che magari davo per scontate e non lo sono. Sono tornato a quando allenavo la Berretti, mi fa stare sul pezzo e migliorare. C’è sempre da studiare e capire qualcosa in più i ragazzi sono come delle spugne. Con la prima squadra ne abbiamo presi 8, ci hanno aperti come cozze. Almeno ho capito gli errori e li abbiamo corretti. Se riesco a fare qualche amichevole? L’ho chiesto al direttore, questo ritardo ci può solo giovare. Personalmente sono contentissimo, più ho tempo e più sono contento».

CHIAMATA JUVE – «Quando sono tornato da Bari, quando mi hanno detto che non ci saremmo iscritti ero distrutto. Mi ha chiamato Cherubini e pensavo fosse uno scherzo. Ho capito che era lui e mi sono un po’ composto. Avrei avuto una Ferrari in mano con Sogliano, ma questo è uno stimolo. A Mestre avrei comunque lavorato con i giovani».

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