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Juve da Tudor a Spalletti: altro che svolta, i numeri tra i due tecnici sono sostanzialmente gli stessi! L’analisi sui bianconeri e tutti i dati

Juve da Tudor a Spalletti, l’analisi del Corriere: si subisce meno ma la media punti è quasi identica, l’attacco non decolla e la svolta non è ancora arrivata
Il cambio in panchina doveva dare la scossa elettrica alla stagione, ma i numeri raccontano una verità più sfumata, fatta di piccoli passi avanti difensivi e vecchi problemi strutturali che faticano a sparire. L’edizione odierna del Corriere dello Sport ha messo sotto la lente d’ingrandimento il rendimento della Juventus, paragonando le prime 8 uscite della gestione di Luciano Spalletti con le 11 partite guidate dal suo predecessore, Igor Tudor. Il verdetto statistico è agrodolce: la squadra è più solida, ma la sostanza della classifica non è cambiata drasticamente.
Sul fronte offensivo, la rivoluzione non c’è stata. I dati raccontano di una produzione quasi fotocopia: la media gol è passata timidamente da 1,4 a 1,5 reti a gara, mentre il volume di gioco creato è rimasto sostanzialmente invariato, con una media tiri in porta quasi identica (15,5 con il toscano contro i 15,4 del croato). La vera mano di Spalletti si vede nella fase di non possesso. La Juve oggi concede molto meno agli avversari: la media gol subiti è scesa a 1 a partita (contro l’1,4 di Tudor), ma soprattutto è crollato il numero di tiri concessi, passati da una media preoccupante di 14,1 a un più rassicurante 8,5.
Tuttavia, questa ritrovata compattezza non si è ancora tradotta in un cambio di passo decisivo in termini di risultati. Il dato più crudo è quello della media punti: 1,6 con Spalletti contro l’1,5 di Tudor. Un differenziale minimo che certifica come la Juventus, nonostante gli sforzi tattici e la maggiore protezione della porta, resti nel limbo. Manca ancora quella striscia di vittorie consecutive necessaria per abbandonare la zona grigia e rientrare prepotentemente nella lotta per il vertice.