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Biasin: «La Juve doveva essere brutta per vincere? Quante put…ate! Ora nessuno fa più ‘calma’ dalla panchina»

Biasin: «La Juve doveva essere brutta per vincere? Quante put…ate! Ora nessuno fa più ‘calma’ dalla panchina». Le parole del giornalista
L’impatto di Luciano Spalletti sulla Juventus è l’argomento centrale dell’ultimo editoriale di Fabrizio Biasin su TMW. Il giornalista sottolinea come l’arrivo del tecnico di Certaldo abbia spazzato via i vecchi dogmi tattici, regalando alla squadra una nuova identità basata sul dominio del campo e sulla ricerca costante della vittoria attraverso la bellezza del gioco.
Il cambio di mentalità
Secondo Biasin, la rivoluzione non è solo tecnica, ma profonda e comunicativa. Il termine di paragone è impietoso rispetto al passato recente: dalla gestione conservativa si è passati a un calcio propositivo e coraggioso. Le parole del giornalista sono un omaggio alla svolta spallettiana:
«Signori, ecco a voi Luciano Spalletti. Dopo anni di puttanate sulla Juve che doveva tornare a essere brutta per essere vincente (ma alla fine riusciva a essere soltanto brutta) ci ha pensato l’uomo di Certaldo a mescolare la minestra, prima con i fatti e poi con le parole. Dalla panca non giunge più il pur rassicurante “calma”, semmai l’invito a comandare, a prendere campo, a produrre e a rischiare la giocata. Il resto è conseguenza: da una media da ottavo posto (12 punti in 8 giornate con Tudor) si è passati a 24 punti in 11 giornate, con 7 vittorie e una media da scudetto. Da quando Spalletti è in plancia la Juventus è prima in serie A per gol segnati (20), minor numero di gol subiti (6), tiri in porta (66), xG (gol potenziali) prodotti (21.43) e xG concessi (7.88). Sono solo 15 panchine, ma abbastanza per far tornare ampio sorriso ai tifosi bianconeri».
Numeri da capolista
I dati citati da Biasin certificano un primato che va oltre i punti in classifica. La Juventus di Spalletti guida infatti quasi tutte le statistiche offensive e difensive della Serie A dall’insediamento del nuovo allenatore. Il dato sugli xG (Expected Goals) è particolarmente significativo: produrre oltre 21 gol potenziali concedendone meno di 8 riflette un equilibrio perfetto tra spinta offensiva e solidità arretrata. Con una media di 2,18 punti a partita, la “Signora” ha smesso di arrancare per rimettersi in scia scudetto, ritrovando quella ferocia agonistica che sembrava smarrita.
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