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Zazzaroni durissimo con il VAR: «C’è quando non serve e non c’è quando serve. Pensate a come sarebbe cambiata la partita con il suo intervento»

Ivan Zazzaroni ci è andato giù pesante con il VAR, dicendo che c’è quando non serve e non c’è quando serve. Di seguito le sue parole
Ivan Zazzaroni, nel suo editoriale su Il Corriere dello Sport, ci è andato giù pesante sul Var in seguito al clamoroso errore arbitrale di ieri in Inter Juve.
SU LA PENNA – «Il Var c’è quando non serve e non c’è quando serve. Più o meno volutamente, ci stanno prendendo per il protocollo. Sembra una maledizione ormai e in parte lo è: per settimane, mesi, anni – se consideriamo la vecchia accusa di Ancelotti – critichiamo duramente l’arbitraggio in due tempi e luoghi (campo e Lissone) invocando il ritorno a una maggiore autonomia decisionale del direttore di gara e alla prima occasione importante La Penna, in campo, si rende autore di una svista clamorosa, punendo un fallo inesistente di Kalulu, che ne determina l’espulsione (secondo giallo) a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Sull’1 a 1. E il Var? Tacitato dal protocollo. Pensate come sarebbe cambiata la partita se, intervenendo, avesse tolto l’ammonizione a Kalulu passandola a Bastoni per evidente simulazione; Bastoni che era già ammonito»
SUL VAR – «Tornando a La Penna e al Var silente per legge, formulo la domanda delle mille pistole: può esistere un argine a ’sto bordello? Confesso di essere decisamente scettico proprio perché otto anni e mezzo di Var, peraltro continuamente riveduto e corretto, e di disinformazione hanno formato generazioni di moviolisti un tanto al chilo che non sono affatto disposti ad affrontare un cambiamento culturale. Ognuno s’è infatti costruito un Var e un protocollo personale e ha interessi ai quali non intende rinunciare. Il sistema inglese?, quello europeo?, l’abolizione del Var?, il Var a chiamata come in Lega Pro? Il punto è: siamo disposti oggi ad accettare l’errore arbitrale?»