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Conferenza stampa Spalletti pre Juve Pisa: «La squadra vera si vede soprattutto nei momenti di difficoltà. Vlahovic punta Udine, domani niente. Rinnovo? In settimana…» – VIDEO

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Conferenza stampa Spalletti pre Juve Pisa: le sue dichiarazioni alla vigilia del match della 28ª giornata di Serie A 2025/26

(inviato all’Allianz Stadium)Il pareggio al fotofinish con la Roma può aver riacceso la scintilla in casa Juve dopo un febbraio complicato in termini di risultati, con i bianconeri usciti da Coppa Italia, Champions League e più distanti dal quarto posto.

Nel giorno di vigilia, venerdì 6 marzo, Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa alle 16 per presentare il match davanti ai media. Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.


GRAN FINALE DI STAGIONE – «Abbiamo fatto vedere delle cose da squadra vera dentro un momento in cui ci son successe avversità. La squadra vera si vede soprattutto nei momenti di difficoltà. Siccome ci son girati contro troppi episodi tutti insieme e aver visto la loro voglia di combattere mi fa ben sperare per il finale di campionato. Giocheremo le partite dentro un ordine più corretto di tempistiche ora. Stiamo recuperando un po’ di freschezza fisica, un po’ di testa, anche qualche calciatore. Io rimango convinto che quello che ha percepito il nostro pubblico, che ha partecipato con noi aumentando la nostra frequenza cardiaca, mi fa ben sperare».

VLAHOVIC, GATTI E DI GREGORIO – «Vlahovic punta Udine. Domani niente. Gatti ha recuperato ed è a disposizione. L’ho visto molto intenso, molto vero, padrone di quella che deve essere una personalità forte da Juventus. Di Gregorio? La formazione la do domani… Secondo me per quello che han fatto vedere sta settimana stanno entrambi bene. Mi son dispiaciute le cose dette di Di Gre: è inutile fare processi singoli quando ci sono difficoltà di collettivo. Abbiamo messo cuore, personalità, ma dentro lì quasi nessuno è brillato perché c’è il momento di difficoltà. Dentro al momento positivo, di fiducia e la squadra porta a casa a favore il primo episodio diventa più facile mettere in evidenza i brillanti che abbiamo».

VEDE LA SQUADRA PIU’ FORTE MENTALMENTE – «Attraverso quei comportamenti lì, quell’evidenziare che persona sei, quella maturità, quell’intelligenza di saper fare valutazioni obiettive delle statistiche che qualcuno vuol prendere in base a quanto è tifoso o quanto male vuol fare. I numeri dicono cosa è successo e non perché è successo. Aver visto questa lotta che han fatto anche quando tutto sembrava al termine ma fino alla fine loro ci han creduto e han portato a casa questi risultati. È una cosa che mi fa ben sperare. È fondamentale come ha reagito il pubblico: noi condividiamo con il cuore del pubblico quelle che sono le nostre azioni. I tifosi della Juventus in questo momento qui ci sono stati molto vicini e han fatto sentire il loro supporto».

YILDIZ – «È un’ematoma importante, una botta importante ma il ragazzo è di quelli veramente tosti caratterialmente. Il talento se non è su una base ben solida di personalità e carattere non arrivi a sfruttarlo. Lui ci vuole essere, sta facendo vedere cose importanti dentro il momento che sta attraversando la squadra, dentro qualche botta che prendono i giocatori forti, con quello che gli riserva la squadra avversaria. Se io gioco contro Yildiz il difensore più forte glielo metto lì, quello vicino gli dico di raddoppiare la marcatura. Lui è un osservato speciale in tutte le partite, probabilmente questo qualcosa ti toglie. Esegue in pieno la sua funzione, ma non siamo preoccupati perché anche stamani ce lo ha fatto vedere in allenamento che quando decide di metterla là lo fa, cose che i calciatori normali non riescono neanche a pensare».

PAURA DEL CONTRACCOLPO NEGATIVO – «È una partita difficilissima. Tutto l’ambiente la reputa una partita abbordabile da portare a casa, tutti la considerano una squadra già retrocessa mentre io son convinto che già Gilardino faceva determinati discorsi e Hiljemark li continua a fare. Continuano a crear loro delle motivazioni. Forse è più facile in quei momenti lì che in altri momenti. Nella testa dei giocatori so come si scatenano determinate cose. Tutti scrivono di partita facile ma quando un calciatore pensa sia facile diventa un po’ superficiale, diventa leggero. Ne ho parlato proprio stamattina, io son convinto che la valutazione verrà fatta in maniera corretta. Quando c’è la partita pericolosa alzi le antenne e vuoi fare di più, quando è meno pericolosa diventi più superficiale e poi lì picchi i denti. Non dobbiamo farlo. I nostri calciatori sanno il modo di ragionare. Io mi cibo delle loro reazioni e di come si allenano, di come ragionano nello spogliatoio, di come li vedo e sento. Torno a far loro i complimenti per come si stanno comportando e come han determinato in questo periodo difficile».

KOOPMEINERS – «Bisogna considerare tutto il contesto perché per me è più forte se l’azione la comincia, se è dentro la costruzione dell’azione. Se lo metti a giocare girato di spalle agli avversari ha qualche difficoltà per le sue caratteristiche. Se la cava perché è forte e trova soluzione in qualsiasi posto si trovi. Ha fatto vedere quello che è da quando sono arrivato, ultimamente è cambiato poco. È forte, sa stare in una squadra forte perché lo ha descritto lei: non l’ho fatto giocare con continuità ma ogni volta che è subentrato, come tutti, ha sempre fatto bene. Meriterebbe più spazio di quello che gli ho dato. Deve continuare a fare così e poi in fondo si tirano le somme. Un calciatore non va considerato nei primi 11 ma dentro i 16 ed è lì dentro che quasi sempre lo si troverà».

FIDUCIA INCONDIZIONATA DI DIRIGENZA E TIFOSI – «La Juventus da sempre esiste per raggiungere gli obiettivi e i numeri dicono che non siamo dove vorremmo essere e dobbiamo tenerlo a mente. Ma poi vediamo quanto partecipano i tifosi, quanto son vicini alla squadra, e ci sta arrivando forte il loro messaggio di attaccamento verso questa maglia. Questa è la cosa più importante, che ci fa più piacere e ci trascina. Noi dobbiamo giocarci questo finale di campionato e dobbiamo dircelo, lo dobbiamo sapere. Dentro la responsabilità si racconta chi siamo e quello che stiamo facendo. È dentro le responsabilità. Siamo tutti attenti e con la postura verso quella direzione, guardiamo tutti là. Conta il gruppo. Pensare al futuro e ne parleremo questa settimana ma siamo legati a questo periodo e siamo legati a tutti. Parleremo del mio futuro e del futuro della Juventus, con tutta tranquillità senza nessuna pressione o nessuno stress. Conta quello che sta facendo la squadra, la voglia che metterà la squadra in queste partite qui. Ma anche la programmazione di un futuro. Del mio contratto se n’è già parlato con la società e siamo lì a 5 metri, c’è possibilità anche di lasciare la porta aperta, andrò ad abitare anche nello stesso condominio di Comolli e Chiellini per parlare più volte…Non conta un contratto da esibire ma far bene, far le partite in un certo modo e con una certa mentalità, percependo lo spazio che si ha davanti. Di strada per posizionarci ce n’è ancora, dobbiamo essere bravi a riconoscere lo spazio che abbiamo davanti».

FAR ARRIVARE YILDIZ LUCIDO DAVANTI ALLA PORTA – «Siccome la Roma col terzo difensore spinge e abbassa i due mediani per avere equilibrio, Mancini lo mandavano su apposta per costringere Yildiz a seguirlo. Noi gli abbiamo fatto mollare su e andare sul mediano. Poi gli abbiamo fatto fare il falso 9 perché quando è entrato Boga ha giocato punta centrale. Poi riuscire a ritagliarli un settore di campo dove rimanere, che sia più corretto per quelle che sono le sue caratteristiche. Però poi il discorso è: recuperi meno? Fai meno difensiva? Più gli altri ti portano a sbatterti per recuperare palla e più ti arrivano meno palle. Quando sei in inferiorità numerica non la prendi, la Roma ti porta in giro per il campo. Quando quelle due volte la riconquisti sei meno lucido e poco preciso. È sempre un mordersi la coda. Ma gli si può ritagliare la possibilità di ripartire 10 metri più avanti e non dalla linea difensiva. Anche con le difese a 3 o 4 abbiamo visto come si trova il Como, il Galatasaray…Vogliamo farlo rimanere più su ma per far questo dobbiamo essere in un momento in cui la partita la comandiamo noi. Il livello di squadra dove recupera palla è fondamentale. Ma si apre un capitolo dove si può stare a parlare per giorni e giorni».

MILIK – «Non è a disposizione domani, si sta allenando con la squadra e bene ma ha ancora qualche riflesso che non ci lascia tranquilli, soprattutto quelle che sono le sue sensazioni. Nei nostri pensieri c’è per il finale di campionato perché è un calciatore forte, lo so anche io. Lo teniamo in considerazione».

BOGA – «Sta facendo bene, sta ritrovando le qualità e le sue caratteristiche. Questo gol gli ha fatto molto bene per avere la conferma. Siamo lì ad aspettare che ci dia altre sensazioni, altre cose che ha fatto vedere in passato. Dipende sempre dalla qualità che lui ci fa vedere e mette a disposizione».

RINNOVO MCKENNIE – «La Juventus sta facendo vedere in quella che è la ricerca, la programmazione che ha davanti di prepararsi un futuro corretto. McKennie è un calciatore forte, fortissimo. Questo fatto che l’abbiamo sbattuto una volta a destra e sinistra e lui porta a casa sempre il fritto ti dice le dimensioni della testa, della scocca, del motore McKennie. Sotto l’aspetto della qualità della persona, della costruzione del bravo ragazzo e della brava persona l’avete conosciuto tutti, a me è bastata una settimana per capirlo. Mi sarei meravigliato se fosse stato fatto un pensiero differente ma la società ha fatto tutto quello che doveva, senza che abbia dovuto intervenire io, perché la pensa come me sull’uomo McKennie».

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