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Juventus, il segreto di Spalletti: così ha preso le ‘distanze’ in campo da Tudor. Qual è stata la vera svolta del nuovo tecnico

Juventus, qual è la grande differenza tra Spalletti e Tudor: la svolta è arrivata grazie a questa mossa del nuovo tecnico bianconero
Il rotondo 4-0 inflitto al Pisa nell’ultimo turno di campionato ha riacceso l’entusiasmo del popolo juventino. Ma si è trattato di un exploit isolato contro un avversario abbordabile o c’è di più? Analizzando i referti dell’intera stagione, emerge una verità inconfutabile: le vittorie con almeno tre gol di scarto portano tutte, inequivocabilmente, la firma di Luciano Spalletti e di un preciso assetto tattico. Il match contro il Pisa non è un caso, ma il ritorno a un “trend” che si era bruscamente interrotto a febbraio.
LA CESURA CON L’ERA TUDOR
Nella prima parte di stagione sotto la guida di Igor Tudor, la Juventus non ha mai vinto con tre gol di scarto. Il massimo divario era stato il 2-0 all’esordio contro il Parma. La vera svolta offensiva si registra a cavallo tra gennaio e inizio febbraio, quando Spalletti plasma definitivamente la squadra. In meno di un mese, i bianconeri calano il tris (o il poker) per ben quattro volte:
• Sassuolo-Juventus 0-3 (6 gennaio)
• Juventus-Cremonese 5-0 (12 gennaio)
• Juventus-Napoli 3-0 (25 gennaio)
• Parma-Juventus 1-4 (1 febbraio)
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IL FATTORE 4-2-3-1 E LA COOPERATIVA DEL GOL
Qual è il filo conduttore di queste cinque goleade stagionali (incluso il Pisa)? Il modulo. A parte la notte magica contro il Napoli di Conte (iniziata con un 3-4-3 e finita con un 4-2-4 iper-offensivo), le altre quattro larghissime vittorie sono arrivate schierando dal primo minuto il 4-2-3-1. Questo sistema di gioco ha sbloccato la Juventus in due direzioni:
1. L’imprevedibilità offensiva: non segna solo il centravanti (David). Nei tabellini di queste vittorie compaiono costantemente gli inserimenti dei centrocampisti (McKennie, autore di due reti in queste sfide), le invenzioni dei trequartisti (Yildiz a segno contro Cremonese, Napoli e Pisa) e persino i difensori centrali su palla inattiva (Bremer ha punito Cremonese e Parma).
2. L’impatto dalla panchina: con quattro giocatori offensivi in campo, i subentranti trovano spazi enormi. L’esempio lampante è Jérémie Boga, in gol al 93′ contro il Pisa.
UN SEGNALE INEQUIVOCABILE PER IL FUTURO
La cinquina di larghi successi stagionali ci dice due cose. Primo: contro le squadre di fascia medio-bassa (Sassuolo, Cremonese, Parma, Pisa), se la Juve sblocca la gara, finisce per dilagare grazie alle transizioni veloci innescate dai suoi trequartisti. Secondo: l’assenza delle coppe europee ha permesso alla squadra di ricaricare le batterie dopo il logorante febbraio. Il 4-0 al Pisa è quindi un’indicazione eccellente per il futuro: quando la Juventus di Spalletti ha una settimana per preparare il 4-2-3-1 ed è lucida fisicamente, diventa una macchina da gol.