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Pinamonti si schiera: «Bastoni era dispiaciuto, commenti ingiusti nei suoi confronti. Ecco cosa mi ha lasciato Spalletti, su Vlahovic penso questo»

Andrea Pinamonti ha rilasciato una lunga intervista nella quale ha parlato anche di Bastoni, Vlahovic e Spalletti. Vediamola di seguito
Andrea Pinamonti ha parlato aTuttosport. Di seguito le dichiarazioni del centravanti del Sassuolo.
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CONTE – «Quando arriva la domenica e non giochi, rosichi. Ma capivo chi avevo davanti; anzi, Conte lo devo ringraziare, sono cresciuto tanto con lui. A gennaio avevo chiesto al mister di poter andare via, lui mi disse: “Non posso dirti che sarai titolare, ma voglio che tu stia qui, i benefici li vedrai in campo”. Ho dovuto mangiare tanta merda… Ma ho avuto la soddisfazione del titolo».
VITA PRIVATA – «Quando sono partito per andare al campo mio figlio stava ancora dormendo, adesso non vedo già l’ora di vederlo. Fortunatamente Adam non mi ha tolto il sonno nei suoi primi sei mesi di vita: mi lascia dormire di notte»
SASSUOLO – «Stiamo facendo un’ottima stagione, non era scontato visto che arriviamo dalla Serie B, a volte ci si dimentica di questo aspetto. Ad inizio anno pochissime persone immaginavano il Sassuolo con questa classifica a marzo. A livello personale sono contento, ma voglio fare di più a livello realizzativo»
GOL – «Non lo so, sicuramente mi sento migliorato a livello mentale per come gestisco certe situazioni. Il gol per me è fondamentale, ma ci sono momenti e caratteristiche della squadra che possono anche paradossalmente penalizzare l’attaccante: giochiamo tanto sugli esterni e viene premiato molto l’inserimento delle mezzali, per cui il lavoro di una punta cambia».
GROSSO E COMPAGNI – «Ci sono i soliti noti come Berardi e Laurienté, ma penso che Muharemovic e Koné ci abbiano dato una grandissima mano. Grosso?Non faccio la classifica di chi è più bravo, tutti gli allenatori mi hanno lasciato qualcosa. Il mister mi insegna tanto: parliamo spesso, abbiamo un confronto diretto e con lui posso parlare di qualsiasi cosa. In una big tra qualche anno? Me lo auguro per lui, penso che abbia tutto per meritare il salto. Col tempo e i risultati secondo me dimostrerà il suo valore».
NAZIONALE – «Non so davvero cosa rispondere. Faccio mea culpa su tutto ciò che avrei potuto fare meglio nelle ultime stagioni, questo sì. Non entro in altre dinamiche. Negli anni, però, penso ci siano state alcune occasioni in cui la Nazionale aveva degli attaccanti infortunati: ecco, avrei desiderato una possibilità, anche solo per capire il mio livello. Ma sono fiducioso: nella mia testa la maglia azzurra è un obiettivo che porto sempre con me».
SPALLETTI – «Ho fatto il ritiro pre-campionato con lui, ero giovanissimo. Ero aggregato dalla Primavera. A fine allenamento mi prendeva da parte per lavorare da solo con lui: a me non sembrava neppure vero, aveva un occhio di riguardo anche per l’ultimo arrivato. È un grande allenatore: non ho avuto molte occasioni, ma quando sei all’Inter non puoi scommettere sui giovani. Cosa mi ha lasciato? La cultura dell’allenamento. È proprio uno che ti sprona ad alzare sempre il livello. Ti migliora in ogni singolo allenamento, è stato il primo a cambiare la mia mentalità».
CRESCERE CON ICARDI – «Tantissimo. Abbiamo creato un grande rapporto, ci sentiamo ancora, mi ha aiutato tanto anche fuori dal campo. Era il mio primo capitano: aveva un’attenzione per tutti, è diverso da come viene descritto».
BASTONI – «Ho un ottimo rapporto con Basto, ci siamo sentiti anche dopo Inter-Juve. Lui era molto dispiaciuto per l’episodio e per le conseguenze che ha avuto. A me dispiace per lui, perché ho visto una tempesta di commenti anche ingiusti nei suoi confronti. Ha sbagliato, sì, ma intorno a lui si sono sentite anche troppe esagerazioni»
CRITICHE – «Noi siamo soggetti a critiche, da sempre. È normale. Quando sei giovanissimo dai peso a tutto, ma siamo arrivati ad un livello folle: ognuno può scrivere quello che vuole e penso che troppe persone si dimentichino che prima di essere calciatori siamo uomini. Noi abbiamo una sola possibilità per vivere bene: non leggere nulla e non dare peso a nessuna parola»
RAIOLA – «Penso che sarebbe orgoglioso di me. Lui era uno dei personaggi più criticati nel mondo del calcio, ma più lo punzecchiavi e più tirava fuori la parte migliore di sé. Ho imparato questo da Mino, è stato prezioso».
VLAHOVIC – «È molto forte, ha dimostrato tanto negli ultimi anni. Torna da un infortunio piuttosto lungo, per cui spero che non si riprenda al 100% proprio contro di noi»
FINALE DI STAGIONE – «A livello personale voglio arrivare in doppia cifra: è un obiettivo importante, anche perché non mancano più così tante partite. Sul piano collettivo, invece, siamo già soddisfatti ma non ci vogliamo accontentare. Già a partire dalla Juve: daremo tutto a Torino pur di tornare a casa con un grande risultato».