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Conferenza stampa Locatelli pre Juve Bologna: «Non mi son mai visto lontano da questo club. Vogliamo tornare a vincere, c’è un progetto solido»

Conferenza stampa Locatelli pre Juve Bologna: le sue parole dopo il rinnovo e alla vigilia del match della 33ª giornata di Serie A 2025/26
(inviato all’Allianz Stadium) – Il giorno dopo il suo rinnovo fino al 2030, Manuel Locatelli si è presentato in conferenza stampa non solo per ‘festeggiare’ il suo prolungamento di contratto ma anche per presentare Juve Bologna. È vigilia del match della 33ª giornata di Serie A, altro snodo importantissimo per le ambizioni Champions dei bianconeri.
Prende la parola Locatelli: «Ci tenevo a ricordare Manninger, io che da bambino guardavo la Juve ho un ricordo di lui. Era una grandissima persona, lo ricorderemo con affetto, verrà ricordato domani e per sempre. Mando un abbraccio alla famiglia».
RINNOVO – «Quando oggi sapevo di dover fare la conferenza, mi son chiesto come posso dire cosa provo, di aver rinnovato con la Juve, di essere capitano, è difficile da descrivere. La domanda da fare a un bambino qualsiasi che viene a vedere la Juve domani: ‘Tu tifi Juve fin da piccolo? Ti piacerebbe diventare capitano un giorno e sposare un progetto del genere?’. La mia risposta è questa. Noi dobbiamo essere dei robot ma sono momenti felicissimi, è l’ennesimo sogno che realizzo, è una responsabilità grandissima. Noto fiducia nei tifosi, nella società, che mi guarda in campo. Per me è un sogno enorme e sono felicissimo di aver rinnovato».
COL BOLOGNA PARTITA PIU’ IMPORTANTE DELLA STAGIONE – «La partita più importante della stagione è sempre quella dopo, anche prima dell’Atalanta. In questo periodo tutte le partite diventano fondamentali. Dobbiamo pensare a noi e ci siamo preparati per farlo».
COSA SI ASPETTA DAL FUTURO – «Quest’anno purtroppo non siamo riusciti a vincere, abbiamo questo obiettivo della Champions League. Vogliamo tornare a vincere, c’è un progetto solido, la scelta di rinnovare il mister è stata un bel segnale. Yildiz è un giocatore importante per il futuro, McKennie. È importante avere un progetto solido e dovremo tornare a vincere a breve. È quello che si aspettano i tifosi e la società».
BASTANO DUE COLPI A QUESTA JUVE PER VINCERE – «Uno dei miei sogni è alzare un trofeo con la maglia che amo. In questi anni abbiamo cambiato tanti giocatori, probabilmente una mano potrà darcela il mercato ma ci deve pensare la società. Sono passati giocatori fortissimi qui e ci sono anche adesso. In questi anni abbiamo pagato inesperienze ma vedo un progetto solido ed è la base da cui ripartire per provare a tornare a vincere».
COSA HA IMPARATO ALLA JUVE – «Scherzando con i miei compagni dico che un anno alla Juve sono 7 anni da un’altra parte, per la gestione delle pressioni…Sarebbe bellissimo fare 9 anni qui ma non ha senso pensare al futuro. L’importante è cosa uno fa adesso e in campo, la cosa che conta è cosa uno fa in campo. Anche quest’anno abbiamo creato un bel gruppo con i compagni».
TRASFORMARE FISCHI IN APPLAUSI – «La cosa più importante che ho imparato è reagire. Tutti sanno che ho vissuto momenti difficili qui, la gente mi fischiava e criticava. Io ero sempre là, sempre disponibile, ho sempre cercato di mettermi in discussione. Quando uno reagisce e dà tutto è la cosa più importante che c’è. La reazione è alla base per stare a questi livelli».
SPALLETTI – «Quando eravamo in Nazionale non ci conoscevamo tanto bene anche personalmente. Da quando è arrivato mi son messo a sua disposizione, era l’unica cosa che potessi fare. Quando è entrato nel mondo Juve mi ha parlato, è stato bello quello che mi ha detto e sapeva quanto fossi importante per questa squadra. Io mi metto a disposizione in quello che mi chiede ma la cosa bella è che quando è arrivato mi ha dato fiducia».
RIGORE SBAGLIATO COL SASSUOLO E ITALIA FUORI DAI MONDIALI – «Ci son state settimane migliori dopo quel rigore e il mancato Mondiale. Quando siamo tornati il mister ha parlato a noi italiani, era dispiaciuto. Sapeva cosa stavamo provando, anche lui è stato in Nazionale e sapeva cosa stessimo provando. Ha detto che c’era l’obiettivo Champions League da conquistare, nel calcio devi pensare alla partita dopo. Bisogna focalizzarsi».
MESSAGGI DOPO IL RINNOVO – «Ho ricevuto tanto affetto, è stato molto bello. A me piace condividere questa gioia con la mia famiglia. Mi ha scritto Gianluca Pessotto, che per me è una leggenda di questo club. È una persona squisita, mi ha detto che i momenti che ho passato mi han fatto diventare la persona e il giocatore che sono adesso. Lo porto nel mio cuore».
COME TORNARE A PRIMEGGIARE IN ITALIA – «Bisogna tornare tra i primi posti. Nell’arco di una stagione ci sono momenti decisivi, partite decisive. Ci è mancato il vincere partite sporche, i dettagli. Alcune devi vincerle sì o sì, quella cattiveria ti porta a vincere e arrivare nelle prime posizioni».
PERCHE’ E’ MANCATA CATTIVERIA – «In campo siamo andati noi, in questi anni sono cambiate tante cose, sono cambiati tanti allenatori. È importante avere un progetto solido per capire quali son state le difficoltà, non so dirti perché non abbiamo avuto questa cattiveria. Non siamo stati decisivi nei momenti decisivi della stagione ma non so perché».
SI E’ MAI VISTO LONTANO DALLA JUVE? – «Non mi sono mai visto lontano dalla Juve. Anche nei momenti in cui non stavo bene, in cui dovevo far meglio, nella mia testa dovevo dimostrare la persona e il giocatore che sono. Leggo questa fiducia della società in me, la sento, ed è una bella responsabilità. Abbiamo parlato tanto ma tutte le scelte le fa la società. A me chiedono di essere d’esempio per i compagni».
CHE JUVE ASPETTARSI NEL FINALE DI STAGIONE – «A Bergamo è stata una vittoria importante. Non abbiamo avuto il pallino del gioco ma questa è una parte che dobbiamo avere. Vincere queste partite diventa fondamentale, l’obiettivo Champions è fondamentale e dobbiamo mantenere questo atteggiamento».