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Conferenza stampa Spalletti post Juve Bologna: «La squadra doveva ribellarsi dalla tendenza di vederli troppo normali. Han fatto vedere di essere di assoluto valore e livello!»

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Conferenza stampa Spalletti post Juve Bologna: le sue dichiarazioni dopo il match della 33ª giornata di Serie A 2025/26

(inviato all’Allianz Stadium) Luciano Spalletti in conferenza stampa dopo Juve Bologna, valida per la 33ª giornata di Serie A 2025/26.


LA POSIZIONE IN CLASSIFICA FA LA DIFFERENZA? – «Certo che fa la differenza vincere le partite. Per essere più avanti possibile devi vincere, ti permette di consolidare, di fare un pezzettino per la prossima. Nel livello alto c’è la ricerca del dettaglio. La difesa stasera ha fatto benissimo, non ha mai concesso niente, ti dà questa possibilità di essere tranquillo, di fare un calcio offensivo. Per lunghi tratti sono stati uomo su uomo, quella lì è una roba che non prendendo gol aumenti sempre di più. C’è meno spazio sulla via di mezzo, per trovare giocate. Bisogna vincere le partite, non mirare in che posizione arrivare. Non ce ne frega niente, è una conseguenza su quante partite si riuscirà a vincere. Ora dobbiamo consolidare questo fatto di poter entrare in Champions League. Se Roma e Como avessero giocato domani avremmo avuto l’assillo di vincere, con l’atteggiamo corretto per farlo. Questo me l’hanno evitato, è una cosa fondamentale. Poi si analizza il livello di calcio esibito, i nostri tifosi sono lì, fiduciosi di aspettarci scendere in campo. Loro di calciatori forti ne han visti, dobbiamo lavorare per arrivare a quel livello lì, poi va tutto a posto. Se c’è ricerca, determinazione, voglia di allenarsi e essere amici, va tutto a posto. Le carriere non si ricordano per la quantità di partite, ma per la qualità e noi l’abbiamo fatta, da calciatori che meritano di giocare la Champions. Stasera avevamo un’occasione che non andava sciupata, noi l’abbiamo portata a casa bene. Holm l’ho sostituito non perché è stato sotto livello ma perché aveva un problemetto muscolare e non si voleva correre il rischio di farlo peggiorare».

TANTI RINNOVI – «Significa che la società è dentro il lavoro che si sviluppa. I giocatori son messi in condizione di essere tranquilli, così non si entra neanche nei discorsi di ‘non rinnova, va via’. La società sta facendo un lavoro perfetto».

PIU’ STUPITO DAL +5 SU ROMA E COMO O DAL -3 A NAPOLI E MILAN? – «Non mi stupisce niente, non mi riguarda quello che succede nelle altre squadre. Noi stiamo crescendo di volta in volta, mi dà fiducia per la partita successiva. Vedere i calciatori che si vogliono bene, che vogliono essere una squadra, è la cosa fondamentale. Poi si metterà a posto quello che è ciò che ci meritiamo: noi verremo marchiati da questi obiettivi raggiunti o non raggiunti, verremo timbrati dagli obiettivi centrati o lasciati a casa. La qualificazione può determinare molto, anche quello che non ti aspetti».

LA SQUADRA LO SEGUE – «Avevo questa curiosità di vederli dal vero perché traspariva il fatto di essere una squadra di bravi ragazzi, che a volte diventavano troppo bravi, timorosi. Andavano liberati dall’opinione altrui, c’era di far loro rendere conto che dovevano ribellarsi dalla tendenza di vederli troppo normali. Han fatto vedere di essere di assoluto valore e livello. Da un punto di vista di valutazioni ci mancano cose differenti dello stesso livello, ma son giocatori forti. Ci mancavano caratteristiche che ci completavano di livello, ma non che fossero scarsi. Lo esibiscono con le loro qualità, a noi mancano caratteristiche nella squadre che la completerebbero ma loro si sono sempre comportati in maniera perfetta. Mi sono sempre relazionato con loro con modi corretti, professionali».

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