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Capello scalda Milan Juve: «Mi siederei sulla panchina di Spalletti, non mi aspetto un biscotto. Yildiz avrebbe giocato nelle mie squadre? Ecco cosa penso»

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Fabio Capello scalda Milan Juve, in programma domenica sera, e parla di Kenan Yildiz. Vediamo che cosa ha detto l’ex tecnico delle due squadre

Con il Milan ha vinto 4 scudetti in 5 anni, con la Juventus 2 consecutivi nel decennio successivo. Dal 1992 al 2006 Fabio Capello è stato il mister più importante insieme a Marcello Lippi. Oggi, talent di Sky, parla su La Gazzetta dello Sport, del match tra Diavolo e Signora di domenica 26 aprile.

LA PANCHINA MIGLIORE «Stavolta a San Siro mi siederei più volentieri sulla panchina di Spalletti, che in questo momento mi sembra abbia meno problemi di gioco e personalità rispetto ad Allegri»

LE DUE SQUADRE «Prima la Juventus stava andando piano, ma adesso ha trovato l’equilibrio tattico: non subisce gol da tre partite. Spalletti ha recuperato sette punti al Milan, che recentemente ha frenato».

L’OBIETTIVO «Allegri è stato chiaro fin dall’inizio: l’obiettivo è tornare in Champions e ormai lo ha raggiunto. Penso che Max guardi al vantaggio su Como e Roma, non a quello sulla Juventus. Idem Spalletti. Le analisi di fine stagione non vanno fatte sulla posizione di classifica, ma su quello che serve per tornare a vincere. La qualificazione in Champions deve essere un obiettivo minimo per due club così. Milan e Juventus devono tornare a competere per conquistare lo scudetto».

CHI DELLE DUE HA PIU’ CHANCE DI VINCERE LO SCUDETTO 2026-27 «La Juventus. Spalletti ha più giocatori nel pieno delle forze, sta finendo in crescendo il campionato e i rinnovi del tecnico, di Yildiz, McKennie e Locatelli sono la dimostrazione che le idee sono chiare in società. Prolungare i contratti degli uomini chiave trasmette serenità anche all’ambiente: si evitano i disturbi dei tormentoni. Modric ha cantato e portato la croce tendendo spesso in piedi il Milan, ma mi domando: dovesse restare, potrà confermarsi su questi livelli a 41 anni?».

COSA DIREBBE DA DIRIGENTE «Direi quello che ho sempre detto quando allenavo: non servono 5-6 acquisti. Ne bastano 2 o 3, però devono essere di alto livello. Meglio se campioni. Allegri e Spalletti aggiungendo 2-3 big sono da scudetto».

ALLA JUVENTUS CHE TRIS SERVIREBBE «Si sentono tanti nomi, io andrei sul sicuro: Kim del Bayern in aggiunta a Bremer e Bernardo Silva, in scadenza col Manchester City. Il portoghese è sempre al posto giusto e a 31 anni può spostare ancora gli equilibri in Italia: è un colpo che potrebbe avere lo stesso impatto di Pirlo nella Juventus scudettata di Conte».

LEWANDOWSKI «Su Lewandowski ragionerei attentamente. Il fiuto del gol non si perde nemmeno a 37-38 anni, ma la forza sì. Il polacco segnerà sempre, però quando ti avvicini ai quaranta è più complicato fare la punta che il centrocampista. Vlahovic ha meno tecnica, ma più prospettiva. Spalletti lo conosce bene. Con Lewandowski, però, si vince».

VLAHOVIC «Allegri ha bisogno di un centravanti e Vlahovic sarebbe perfetto. Vedrei bene anche Goretzka in mezzo al campo e Kim in difesa. Bisogna vedere anche cosa ci si può permettere economicamente».

CHE PITTORI SAREBBERO ALLEGRI E SPALLETTI «Max è un Fontana: diretto al risultato, come i famosi tagli sulla tela dell’artista. Luciano è più un De Chirico, il suo calcio è metafisico».

COSA DEVE FARE IL MILAN «Fossi nel Milan blinderei Max: ha svolto un ottimo lavoro e la prossima stagione ripartirebbe col vantaggio di conoscere già i giocatori».

ALLEGRI «La Nazionale è sempre una tentazione e lui sarebbe anche adatto. Sono decisioni che uno deve sentirsi dentro. Quando mi chiamò l’Inghilterra, decisi subito di accettare perché ero convinto di poter ottenere grandi risultati. Mi resta il rimpianto del gol fantasma annullato a Lampard contro la Germania al Mondiale 2010. Saremmo passati da 0-2 a 2-2, chissà…».

MILAN-JUVE DI DOMENICA «La Juventus sta meglio e per tradizione è una squadra che non soffre San Siro, è una questione psicologica. Può perdere o vincere, ma storicamente se la gioca a Milano. Sarà così anche stavolta. Il Milan non sta attraversando il suo momento migliore, però ha l’opportunità di chiudere i discorsi Champions. Una cosa è certa: non mi aspetto un biscotto, anche perché cucinarlo bene non è mai facile e si è visto anche in Napoli-Milan. Tutti a pensare al biscotto e poi alla fine ha segnato Politano e la squadra di Conte ha vinto».

CHI DEI GIOCATORI DI OGGI AVREBBE GIOCATO NELLE SUE SQUADRE «A Modric avremmo trovato un posto in campo, a Yildiz almeno in rosa. Ma soltanto loro due».

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