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Salihamidzic non ha dubbi: «Juve barometro del calcio italiano, e oggi a Torino il tempo è brutto. Ecco i miei due consigli per tornare grandi»

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Salihamidzic non ha dubbi: «Juve barometro del calcio italiano, e oggi a Torino il tempo è brutto». Le sue dichiarazioni sui bianconeri a Tuttosport

Salihamidzic è intervenuto a Tuttosport. Di seguito le sue dichiarazioni alla vigilia di Milan Juve.

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JUVE MILAN DI 18 ANNI FA – «Prima della partita, durante il pranzo di squadra, il direttore generale Jean-Claude Blanc mi disse: “Se segni e vinciamo, ti rinnovo di un anno”. Feci due gol, ma dopo il fischio finale sparì. Rimase irreperibile per tre settimane, ignorando anche il mio agente. Quando finalmente ci rivedemmo, sorrise e disse soltanto: “Hai ancora tre anni di contratto”. E il rinnovo non arrivò mai»

BOSNIA – «La Bosnia ha vinto la partita decisiva, ma l’Italia non la batti nel palleggio. Lo spareggio ha messo in mostra una Bosnia giovane, talentuosa e con grandi prospettive».

PROBLEMI CALCIO ITALIANO – «Dobbiamo essere onesti: la Serie A non è più uno dei migliori campionati d’Europa. Si formano pochi giovani italiani e i club concedono loro spazi limitati. Anche la Federazione ha le sue responsabilità: serve una riforma del sistema di sviluppo, da avviare subito, fondata su un modello sostenibile che rinnovi allenamento, tattica e mentalità. Occorre costruire un percorso organico che integri accademie d’élite e strutture dei club, valorizzi i migliori tecnici del settore giovanile e, soprattutto, dia tempo al progetto di crescere»

JUVE DA SCUDETTO – «Per me la Juventus è il barometro del calcio italiano: oggi, però, a Torino il tempo è brutto, e non è un buon segnale per tutto il sistema. In rosa ci sono pochi italiani, spesso solo due titolari: è davvero questa la Juve? Il mio consiglio è un “ritorno al futuro”: puntare sui migliori talenti italiani e costruire da lì un’identità chiara, affiancando stranieri di qualità. Quando giocavo io, da straniero trovavo un ambiente naturale per rendere al meglio: competitivo, con gerarchie definite e forte unità. Negli ultimi anni, invece, si è intervenuti più sui sintomi che sulle cause del calo».

GORETZKA O LEWANDOWSKI PER LA JUVE – «La pianificazione della rosa non è qualcosa su cui spetta a me esprimermi, resta valida la mia risposta sulla struttura della squadra».

MANNINGER – «Una perdita terribile, il mio pensiero va alla sua famiglia. Durante il nostro periodo insieme alla Juve avevo con lui un rapporto di grande fiducia, e siamo rimasti in contatto a fasi alterne anche dopo. Mancherà moltissimo».

DIRIGENZA – «Nel ricoprire ruoli dirigenziali, la Juventus farebbe forse bene a guardare ancora una volta tra le fila dei propri ex giocatori di livello mondiale».

BAYERN DA CHAMPIONS? – «Sta disputando una stagione straordinaria, ma il Psg è campione in carica ed è in fiducia. Il modo in cui Kompany ha sviluppato questa squadra, portandola a un altro titolo di campionato, alla finale di Coppa di Germania e alle semifinali di Champions League, è semplicemente fantastico. È un allenatore di altissimo livello: il suo atteggiamento è chiaro, umano e ricco di sfumature. Il Bayern ha pescato il biglietto vincente, e lo sa. E il suo allenatore sa di essere esattamente nel club giusto»

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