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Allarme Yildiz dopo Milan-Juventus: il video che non lascia spazio a dubbi

C’è un momento, dopo le partite, che dice più di novanta minuti. Non è il risultato, non è nemmeno la prestazione. È quello che succede dopo, quando lo stadio si svuota e restano solo i dettagli. Un ragazzo che rimane in campo, qualche esercizio in più, movimenti ripetuti quasi con ostinazione. E lì qualcosa non torna, perché non è un lavoro qualsiasi, non è il solito allenamento.
Dagli spalti qualcuno riprende la scena. Il video gira, si diffonde, e racconta più di tante parole ufficiali. Movimenti controllati, non liberi. Accelerazioni accennate, quasi frenate da qualcosa che non si vede ma si intuisce. Non è un gesto tecnico, è un tentativo di convivere con un limite, soprattuto quando si tratta di Kenan Yildiz.
Yildiz, il dolore che non se ne va
Il giocatore convive da mesi con una tendinopatia fastidiosa. Una di quelle che non ti fermano del tutto, ma non ti lasciano mai davvero libero. Anche Luciano Spalletti, nel post di Milan-Juventus, ha confermato la situazione: il dolore arriva già dopo un paio di scatti, una cosa che per un attaccante del suo calibro cambia tutto.

Eppure continua a giocare, continua a essere convocato, continua a prendersi minuti. Stringe i denti, come si dice sempre, ma qui la sensazione è che si vada oltre la semplice resistenza.
Yildiz tra la Juve e il Mondiale con la Turchia
In quell’allenamento extra, concordato con lo staff medico, si vede un giocatore che lavora ma non è sciolto. La testa dice di spingere, il corpo risponde a metà. Perché una tendinopatia trascinata per mesi non è mai banale, con la Champions League da conquistare e il Mondiale con la Turchia da disputare come impegni prossimi.