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Torino Juve, il settore ospiti ai giocatori bianconeri: «State dentro e perdiamo tavolino. O facciamo noi cori razzisti»

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Torino Juve, il settore ospiti ai giocatori bianconeri: «State dentro e perdiamo tavolini. O facciamo noi cori razzisti». Il retroscena

Il recente Derby della Mole, andato in scena nell’ultima giornata di Serie A, verrà ricordato non solo per le dinamiche del rettangolo verde, ma soprattutto per i gravi scontri verificatisi all’esterno dello stadio. Momenti di altissima tensione hanno infatti coinvolto frange delle due tifoserie e le forze dell’ordine, culminando con il ferimento alla testa di un sostenitore della Juventus durante i tafferugli. Un clima plumbeo che si è riversato inevitabilmente all’interno dell’impianto, condizionando pesantemente la preparazione delle squadre nei minuti precedenti al fischio d’inizio.

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La ricostruzione a bordo campo

I retroscena di quei concitati istanti sono stati svelati dalla trasmissione Bordocam, in onda su Dazn, che ha documentato il nervosismo e la forte preoccupazione dei calciatori bianconeri durante la fase di riscaldamento. La curva juventina ha preso una posizione netta, intimando alla squadra di non disputare il match dopo i fatti di sangue avvenuti all’esterno.

Alle ore 20:21, il settore del tifo organizzato ha iniziato a intonare un coro inequivocabile: «Non giocate questa partita!». Il gruppo percepisce immediatamente la gravità della situazione. Nel mezzo del riscaldamento, Manuel Locatelli si avvicina a Dusan Vlahovic confidandogli: «Vogliono sospendere la partita». A quel punto, il centrocampista bianconero e Mattia Perin decidono di recarsi sotto la curva per comprendere la reale portata della protesta.

Il teso dialogo tra squadra e ultras

Dagli spalti, i tifosi ribadiscono fermamente la loro linea: «Non si gioca». Un perplesso Perin, rivolgendosi agli addetti presenti a bordo campo, domanda: «Cosa è successo?». Il messaggio del cuore pulsante del tifo, indirizzato a Locatelli, non ammette però repliche: «Dovete rifiutarvi di giocare per noi, diamo cuore e anima».

La tensione sale ulteriormente quando dalla curva piove un inquietante avvertimento rivolto ai giocatori per forzare lo stop della gara: «Cori razzisti per 90 minuti, ve lo dico». Locatelli tenta una complessa mediazione, ma viene sovrastato dalla ripresa martellante dei cori: «Sospendete la partita, sospendete la partita».

Il centrocampista rientra in campo per unirsi ai compagni, ma i volti dei calciatori, continuamente rivolti verso gli spalti, tradiscono un profondo turbamento per ciò che accade dentro e fuori lo stadio. Al termine del riscaldamento, Locatelli viene accompagnato nuovamente sotto il settore per un ultimo, disperato confronto. Le sue parole cercano di riportare la questione sui binari delle regole federali: «Non possiamo decidere noi! Stanno decidendo se giocare. Ma noi i giocatori non possiamo rifiutarci di scendere in campo, ok?».

La replica finale della tifoseria, amplificata da un megafono, è però tranchant e fotografa la spaccatura di un pre-partita surreale: «State dentro, perdiamo a tavolino!».

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