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Totti: «Yildiz? Per me i numeri 10 sono altri. Lui è più un 9 e mezzo. Esaltato dalla rincorsa Roma sulla Juve»

Totti: «Yildiz? Per me i numeri 10 sono altri. Lui è più un 9 e mezzo. Esaltato dalla rincorsa Roma sulla Juve». Le parole dell’ex giallorosso
L’investitura è arrivata direttamente da una leggenda, ma porta con sé una punta di scetticismo. Francesco Totti ha incoronato il giovane talento bianconero, ma lo ha fatto ridefinendo il suo ruolo: non un dieci puro, bensì un “9 e mezzo“. Una sentenza che pesa, soprattutto perché pronunciata da uno degli idoli calcistici dello stesso Kenan Yildiz, il quale, pur avendo Alessandro Del Piero come riferimento assoluto, non potrà certo ignorare il giudizio dello storico capitano della Roma.
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Analizzando le prestazioni del fantasista della Juventus, Totti ha sottolineato il grande potenziale del ragazzo, spiegando che «è un ragazzo giovane, tutti hanno grandi aspettative su di lui, altissime». Sul piano dell’impegno, l’ex numero dieci giallorosso non ha espresso dubbi, vedendolo «sempre pronto, perché si sacrifica tantissimo per la squadra». Tuttavia, secondo il Pupone, a Yildiz manca ancora quel pizzico di genialità e quella continuità nell’invenzione che ci si aspetterebbe dal vero regista offensivo della Vecchia Signora.
Il giudizio si fa più severo quando si parla della sua reale collocazione tattica. Per Totti, che sul tema avrà verosimilmente scambiato due chiacchiere con l’amico Vincenzo Montella, attuale CT dei turchi, Yildiz è un «giocatore tecnico o un giocatore evolutivo, può dare una grossa mano alla Turchia», ma la conclusione resta netta: «Diciamo un 9 e mezzo, i 10 sono altri».
Questo picco di nostalgia si intreccia inevitabilmente con l’attuale situazione delle due squadre, con la Roma qualificata in Champions League e la Juventus rimasta fuori. Totti ha commentato la cavalcata giallorossa con un sorriso orgoglioso: «Mi ha esaltato tantissimo, quella corsa. Non pensavo che potessero arrivare tra le prime quattro, anche perché fino alle ultime giornate non dipendeva soltanto dai giallorossi ma anche dai risultati del Milan e dei bianconeri». Una gioia che contrasta nettamente con la stagione travagliata di Yildiz, rallentato da un ginocchio ballerino e da evidenti difficoltà nell’indossare una maglia così pesante.