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Inchiesta arbitri, la Procura FIGC viaggia verso l’archiviazione: svolta sulle regole VAR, tutti i dettagli

Nessun illecito riscontrato dal procuratore Chinè, mentre la nuova gestione della CAN affida a Messina i rapporti con i club e conferma Open VAR
L’inchiesta sul mondo arbitrale si avvia verso una chiusura definitiva anche sul fronte della giustizia sportiva. Secondo quanto riportato da Il Giornale, la Procura federale della FIGC guidata da Giuseppe Chinè si sta orientando verso l’archiviazione del fascicolo, ricalcando l’esito già emerso dall’indagine penale della Procura di Milano che vedeva coinvolto l’ex designatore Gianluca Rocchi per ipotizzata frode sportiva. Entro il mese di settembre, a valle dei sessanta giorni previsti per esaminare la documentazione, la decisione diventerà ufficiale: dalle intercettazioni e dalle ulteriori audizioni condotte sui direttori di gara non sono emersi elementi tali da dimostrare condizionamenti sulle partite o da giustificare procedimenti disciplinari, al netto di alcune chiamate del dirigente di Lega Serie A Andrea Butti giudicate soltanto “inopportune”.
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L’assenza di illeciti trova ideale riscontro nel clima di serenità rivendicato dal nuovo responsabile della CAN Daniele Orsato, ma il passaggio di consegne al vertice della classe arbitrale porterà comunque con sé importanti novità operative sul terreno di gioco. La modifica più rilevante riguarderà l’impiego della tecnologia: viene infatti accantonata la filosofia permissiva della precedente gestione per adottare una linea molto più rigorosa, in base alla quale il VAR richiamerà l’arbitro al monitor esclusivamente in presenza di un errore chiaro ed evidente. Rimane invece confermata la trasmissione Open VAR su DAZN per l’analisi dei casi controversi, che ripartirà regolarmente dopo la terza giornata di campionato una volta superati alcuni ritardi tecnici.
Sul piano organizzativo e politico si delineano infine i nuovi assetti per la stagione alle porte e per il futuro dell’Associazione Italiana Arbitri. I contatti diretti tra i club e il designatore restano rigorosamente vietati dalle norme, motivo per cui il ruolo di interlocutore unico con le società e con i media è stato affidato al direttore tecnico Domenico Messina. Contemporaneamente si preannuncia una serrata corsa alla governance dell’AIA: il vicepresidente uscente Francesco Massini ha annunciato ufficialmente la propria candidatura alla presidenza in vista delle elezioni fissate per il prossimo 10 ottobre.