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Pasqualin sui procuratori: «Il problema è che oggi vengono definiti agenti soggetti che in realtà non lo sono»

In esclusiva ai microfoni di Calcionews24, Claudio Pasqualin ha affrontato diversi temi sul calcio soffermandosi in particolare sulla questione degli agenti
Intervenuto in esclusiva ai microfoni di Calcionews24, il procuratore Claudio Pasqualin ha affrontato diversi temi del mondo del calcio a partire dalle commissioni degli agenti.
COMMISSIONI PROCURATORI – «Da tempo porto avanti, insieme ad Avvocati Calcio, una battaglia per riportare giustizia e verità nel sistema. Il problema è che oggi vengono definiti procuratori soggetti che, in realtà, procuratori non sono. La Federazione, probabilmente senza rendersi conto delle conseguenze, ha finito per legittimare una figura che per anni aveva invece combattuto con decisione: quella del mediatore. Dal punto di vista giuridico e sostanziale, chi opera oggi sul mercato è molto spesso un mediatore e non un procuratore. Mi è capitato recentemente di sfogliare una copia anastatica della Gazzetta dello Sport degli anni Settanta, nella quale era riportato l’ordine del giorno di un Consiglio federale. Tra i punti principali figurava proprio la lotta ai mediatori.
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All’epoca esistevano personaggi come Anconetani, che poi sarebbe diventato presidente del Pisa, o Cruciani. Erano mediatori conosciuti e stimati, ma la Federazione riteneva comunque che quella figura dovesse essere contrastata. Oggi, invece, è accaduto l’esatto contrario: il mediatore è stato progressivamente legittimato approfittando della figura del procuratore. Il procuratore, però, ha un solo mandato: quello conferito dal calciatore. Deve operare nell’interesse esclusivo del giocatore ed essere remunerato da lui. Questo è il principio che dovrebbe continuare a valere».
REGOLAMENTARE IL SISTEMA – «No. Non va regolamentato, va eliminato. Questa figura deve essere cancellata. Bisogna tornare al modello originario previsto dai regolamenti del CONI e della FIGC, cioè quello del procuratore che rappresenta esclusivamente il calciatore. Nel tempo si è cercato di trasferire il costo della procura sulle società, ma il regolamento parla chiaro: il soggetto responsabile del pagamento è il calciatore. Persino la magistratura, in alcuni casi, ha sollevato dubbi quando era la società a sostenere quel costo.
Il problema è che oggi il mediatore può perfino non avere alcun rapporto con il calciatore e, nonostante questo, guadagnare sul trasferimento grazie agli accordi con i club. Può rappresentare una società, entrambe le società o inserirsi nella trattativa senza avere alcun rapporto fiduciario con il giocatore. È una situazione completamente diversa rispetto alla figura del procuratore. Negli anni i regolamenti sono stati progressivamente svuotati. Si è consentito ai procuratori di lavorare anche per le società e da lì è iniziata la deriva. Finché nessuno interverrà per riportare ordine, questo sistema continuerà a espandersi». LEGGI L’ESCLUSIVA INTEGRALE SU CALCIONEWS24