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Alisson Juve, spunta un retroscena: cosa aveva fatto il portiere

Alisson Juve, spunta un retroscena sul brasiliano. Secondo quanto riferito da Di Marzio, il portiere aveva già scelto il numero di maglia. Le ultime
Il rebus legato alla porta bianconera ha finalmente trovato una soluzione definitiva. Durante un’uscita del proprio podcast “Caffè Di Marzio”, il noto giornalista ed esperto di trasferimenti Gianluca Di Marzio ha analizzato nel dettaglio quanto successo in questi mesi: «È arrivato alla fine il tormentone sul portiere della Juventus, che ha risolto il mistero al riguardo e ha preso Guglielmo Vicario. È stato un lungo inseguimento al nuovo numero uno, partito già intorno alla fine dello scorso campionato, ad aprile, quando le indicazioni di Spalletti portavano a scegliere un nuovo estremo difensore con più personalità».
Tuttavia, le dinamiche di mercato rivelano come l’ex Empoli non rappresentasse la prima opzione assoluta della dirigenza. In cima alla lista dei desideri c’era infatti Alisson. I dirigenti bianconera avevano persino effettuato un viaggio in Inghilterra per intavolare la trattativa direttamente con l’entourage del calciatore, trovando un’intesa di massima. Come spiegato da Di Marzio, la trattativa per il giocatore sembrava ormai definita: «Il primo nome che la Juventus ha cercato di prendere è stato Alisson, andando in missione a Liverpool con il direttore sportivo Ottolini. Aveva trovato l’accordo col giocatore, con la famiglia, da quello che so avevano scelto anche il numero di maglia. Poi però il Liverpool, che inizialmente sembrava propenso a lasciarlo andare, ha deciso che con il cambiamento tecnico e l’addio a Salah non avrebbe voluto cominciare la nuova stagione senza due riferimenti come Alisson e Van Dijk».
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Il no secco dei Reds alla cessione dell’ex Roma ha costretto la dirigenza torinese a virare su altre opzioni internazionali, valutando tra gli altri Emiliano “Dibu” Martinez e Zion Suzuki: «Da Liverpool, la Juventus è andata a Birmingham, dove ha capito che il Dibu Martinez voleva provare una nuova esperienza: col mondiale in corso, non è riuscita ad avere questa spinta da parte del giocatore per far accettare delle condizioni economiche favorevoli. Poi c’è stato questo discorso del dito della mano».
Sfumato l’approdo del brasiliano e superate le alternative, la società si è focalizzata sull’ex Tottenham. La pazienza del portiere azzurro si è rivelata determinante per la fumata bianca: «È un ragazzo molto serio, Vicario, ha aspettato la sua occasione e il momento giusto per dire sì alla Juventus. Ha aspettato anche che il Tottenham aprisse al prestito, e quindi anche la Juventus ha trovato il momento giusto per poter andare con decisione su quello che è comunque un portiere della Nazionale. E i numeri sono dalla sua».