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Belardi: «Di Gregorio era diventato il capro espiatorio della Juventus. Ecco cosa penso dell’arrivo di Vicario» – ESCLUSIVA

Emanuele Belardi, ex portiere della Juventus, ha analizzato l’avvio della squadra di Spalletti e ricordato la sua esperienza in bianconero
L’ex portiere della Juventus Emanuele Belardi è intervenuto in esclusiva ai microfoni di JuventusNews24. Dall’avvio di campionato della squadra allenata da Luciano Spalletti alle ultime operazioni di mercato, passando per la rivoluzione tra i pali e i ricordi della sua esperienza in bianconero: le sue dichiarazioni.
Partiamo dalle prime due giornate di campionato, che hanno visto la Juve vincere entrambe le partite. Cosa ti ha convinto di più e cosa, invece, ti ha convinto di meno della squadra di Spalletti?
«Sicuramente l’organizzazione. Quello che mi fa ben sperare è il fatto che, quando un allenatore svolge tutta la preparazione partendo da zero, diventa più semplice trasmettere determinati automatismi. Anche la tenuta fisica mi è sembrata abbastanza buona. È chiaro che ci sia ancora da lavorare e che serva sempre un uomo in più».
Mercato chiuso. La Juve, per sostituire Jonathan David, ha puntato su Woltemade del Newcastle: un attaccante alto e fisico, proprio come richiesto da Spalletti. Può essere un colpo intelligente?
«È l’ennesimo giocatore che arriva in prestito, quindi evidentemente non c’è molto da investire. Io, però, credo che fino all’ultimo la Juventus ha provato a prendere anche Zirkzee».
Quest’estate la Juve ha vissuto una vera rivoluzione tra i pali: sono andati via sia Di Gregorio sia Perin, sostituiti da Vicario e Gabrara. Quanta differenza c’è tra Vicario e Di Gregorio? Cosa non ha funzionato nell’esperienza di Di Gregorio alla Juve? L’addio di Perin può pesare nello spogliatoio?
«Di Gregorio, per me, è un buon portiere. È chiaro che abbia sofferto più di tutti l’annata scorsa, durante la quale ha commesso effettivamente degli errori. Questi, però, non sono mai passati inosservati, perché quando un portiere sbagliava la Juventus finiva per perdere, avendo segnato veramente pochi gol. Dall’essere indicato come uno dei responsabili è poi diventato un capro espiatorio, quindi era giusto che cambiasse aria. Ripeto: non è un portiere di primissima fascia, ma è comunque un buon portiere.
Vicario ha già maturato esperienze importanti in Premier League ed è nel giro della Nazionale. Con il giusto aiuto da parte della squadra e con l’arrivo dei risultati, potrà acquisire entusiasmo e sicurezza. Le qualità non gli mancano.
Per quanto riguarda Perin, sicuramente era un elemento importante per lo spogliatoio della Juventus, ma ce ne sono tanti altri, come Pinsoglio e McKennie. Mi dispiace per la sua partenza perché è un buon portiere, ma credo fosse arrivato al punto di voler tornare protagonista. È giusto così».
Sei stato alla Juve dal 2006 al 2008 e hai vissuto anche la stagione in Serie B. Com’è stato vivere quell’esperienza?
«Arrivai in prestito dalla Reggina. Fu un’esperienza importantissima. Nonostante la Serie B, all’interno del club si respirava sempre lo stile Juventus e c’era una grandissima professionalità».
Nella stagione successiva, a causa dell’infortunio alla schiena di Buffon, hai difeso la porta della Juventus per diverse partite tra campionato e Coppa Italia. Cosa hai provato?
«Nella stagione successiva si crearono le condizioni per permettermi di scendere in campo. Penso che i fatti dicano che lo abbia fatto anche abbastanza bene. Rimarrà una parentesi bellissima della mia carriera».
Hai avuto il privilegio di allenarti con Gianluigi Buffon. Hai un aneddoto o un ricordo particolare da raccontare?
«Ricordo soprattutto la sua grande semplicità e la sua straordinaria umanità. Conoscendolo ho poi avuto la conferma, anche dal punto di vista personale, che si trattasse del portiere più forte della storia».
SI RINGRAZIA EMANUELE BELARDI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA