
La Juventus resta la squadra di Serie A che in campo ha sfruttato di più il mercato. Una scelta dovuta anche ai diversi infortuni
Nessun club di Serie A ha rinnovato la propria rosa quanto la Juventus, un fattore cruciale che spiega l’andamento altalenante nelle prime cinque giornate di campionato. Il tecnico Luciano Spalletti necessita di tempo per assemblare i nuovi meccanismi, dimostrando comunque grande flessibilità: dopo il ko di Reggio Emilia contro il Sassuolo, l’allenatore ha subito abbandonato il 4-2-3-1 per trovare maggiore equilibrio.
L’avvio a singhiozzi dei bianconeri è legato sia alla conoscenza dei nuovi volti, sia a un’infermeria costantemente piena. Come evidenziato da Tuttosport, nelle prime gare ufficiali, Spalletti ha impiegato una media superiore ai sette nuovi innesti a partita, includendo elementi già di proprietà come Douglas Luiz e Nico Gonzalez. A differenza di società come l’Inter, la Vecchia Signora ha dovuto lanciare subito nella mischia i propri rinforzi senza poter concedere periodi di ambientamento.
L’emergenza infortuni ha accelerato l’inserimento di calciatori come Alajbegovic, Woltemade e Pape Sarr. Tra gli undici acquisti portati alla Continassa dai dirigenti Massara e Carnevali, soltanto due non sono ancora scesi in campo in campionato: Ekhator, fermo per un problema fisico, e Grabara, sfortunato protagonista di una lesione al legamento crociato. Per tutti gli altri non ci sono state gestioni col contagocce, obbligando la Juventus a un immediato rodaggio direttamente in gara.
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Le prime uscite hanno offerto prestazioni contrastanti: dai settanta minuti positivi contro il Frosinone all’ora di sofferenza col Parma risolta da Nico Gonzalez, fino alla prova convincente con l’Atalanta e alla sconfitta incassata contro il Sassuolo. Questo percorso di assestamento accomuna la Juventus ad altre squadre in costruzione come il Milan di Ruben Amorim o il Como.
La sosta per le nazionali potrebbe offrire un po’ di respiro, anche se la partenza di moltissimi titolari — da Guglielmo Vicario e Mehmet Zeki Celik fino a Jhon Lucumí, oltre ai vari Sarr, Woltemade, Alajbegovic, Douglas Luiz e Nico Gonzalez — complica il lavoro quotidiano a Torino. L’unico vero modo per completare l’amalgama e la crescita rimane accumulare minuti e intesa sul terreno di gioco durante i match ufficiali.