Alfredo Pepe dice addio al calcio,: «Addio, mi mancherai».
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Alfredo Pepe dice addio al calcio, il toccante messaggio sui social dell’ex Juve che fa pensare: «Addio, mi mancherai». La riflessione sulle sue parole

Alfredo Pepe dice addio al calcio, a soli vent’anni il giocatore cresciuto nel settore giovanile della Juventus appende gli scarpini al chiodo e si sfoga sui social spiegando anche l’altra faccia della medaglia. L’approfondimento completo sulle dichiarazioni

Ci sono storie che raccontano di campioni, gesta memorabili che vengono tramandate di generazione in generazione: basta aprire un qualsiasi portale di informazione e che sia carta stampata o digitale non fa differenza. Finché si è sulla cresta dell’onda e nell’occhio del ciclone tutto viene dato per scontato, basta che se ne parli, dicono, ma è proprio qui che talvolta molti ragazzi hanno bisogno del massimo sostegno. Ci sono poi storie di chi invece, per svariati motivi, non raggiunge il gradino più alto e nemmeno il podio ma che fanno incredibilmente riflettere su un mondo che ormai va troppo veloce e spesso non basta la fortuna per stargli dietro. Le chiamano occasioni, a volte i treni passano una sola volta e chi è bravo, audace e favorito dalla sorte è in grado di salirci. Poi però, quel treno si ferma, salgono altre persone ed alcune escono. Funziona così, anche nel mondo del calcio. Questa è la storia di Alfredo Pepe, fantasista classe 2006 che ha cominciato la sua carriera proprio nell’accademia della Juventus,  con cui si è sempre distinto nelle varie Under del settore giovanile. Gol, assist, giocate importanti che gli valgono anche la chiamata, spesso, con i ragazzi più grandi (classe 2005): sembra l’inizio di un percorso eccezionale, un predestinato.

PIPITO’ E DENIZ IN GOL NELLA SFIDA TRA ITALIA E TURCHIA

Ma poi tutto cambia, i bianconeri preferiscono puntare su altri giocatori della rosa, Pepe così deve trovare un’altra sistemazione dopo tanti anni passati a calcare i campi di Vinovo. Riparte dai dilettanti, poi un lungo giro di alti e bassi in cui la passione per il calcio regge l’urto delle difficoltà: passa dal Chisola al Pinerolo, il suo talento traina la squadra del suo paese: tra promozioni straordinarie e retrocessioni amare e la costante è una. I gol di Alfredo Pepe, un trascinatore a prescindere dalla categoria. L’ultima stagione di Alfredo lo vede ancora tra le fila dei pinerolesi, la squadra però non ingrana e finisce per retrocedere: lui cambia, ancora, ma non trova la fortuna sperata. Così decide di fare ritorno al Pinerolo, casa sua, ma improvvisamente decide di rompere il silenzio tramite il suo profilo Instagram e con un messaggio carico di tristezza annuncia l’addio al mondo del calcio. A soli 20 anni.

La foto ed un messaggio carico di emozioni contrastanti

Alfredo allega una foto da piccolino, quando ancora indossava la casacca bianconera della Juventus. Quello sguardo concentrato ma pieno di entusiasmo e voglia di sfondare tutto e tutti si contrappone all’amarezza di una decisione difficile da prendere, ma anche da accettare e comunicare. Alfredo rivela la sua volontà di appendere gli scarpini al chiodo. Le sue parole, molto toccanti, danno però l’occasione di approfondire un mondo, quello del calcio, che ormai troppo spesso è come una giostra: si sale lentamente, o forse si crede di salire, poi però si scende rapidamente e magari proprio nel momento migliore, quello in cui la fiducia nei propri mezzi è massima. E’ allora lì che bisogna essere resilienti, Alfredo lo ha fatto e ben più di una volta, ma poi ad un certo punto si ha come la sensazione che la giostra si sia fermata. I sorrisi mascherati non bastano più, gli incoraggiamenti entrano da una parte ed escono dall’altra, l’unica cosa che rimbomba è la voce di chi mai ha creduto in noi. La voglia si abbassa, non la passione che resta, forse la volontà di lottare pian piano diminuisce e allora interviene il coraggio di una decisione pesante. Quella di un ragazzo di vent’anni che racconta di momenti bellissimi, vittorie, persone eccezionali ma anche di cadute, pressioni eccessive, sacrifici, tanti sacrifici, che talvolta passano inosservati perché è troppo comodo giudicare dal divano sparando a zero su ragazzi che fanno del pallone una ragione di vita. A volte, passare dall’altra parte (quella dei professionisti) aiuterebbe ma non è realizzabile, dunque tutto resta così.

C’è e ci sarà sempre chi critica, così come chi a testa bassa insegue un sogno. C’è poi chi quel sogno lo realizza, ma anche chi non riesce a viverlo appieno. I primi non valgono più dei secondi, il coraggio di dire basta, anche solo momentaneamente, vale più di mille gol o esultanze. Non tutti sono nati per essere sulle prime pagine, la vita funziona così. Impariamo anche e forse soprattutto dalle storie normali, quelle che abbinano talento e testa, con uno che prevale sull’altro e risulta speso decisivo. Ci dimentichiamo però del cuore, che a volte, ascoltarlo, non fa poi così male.

QUESTO IL MESSAGGIO INTEGRALE DI ALFREDO PEPE SUL SUO PROFILO INSTAGRM


“Talento, ma senza testa”

Ho sentito così tante volte questa frase sul mio conto.

Ogni persona che ho incontrato sul mio cammino, ha sempre avuto un giudizio nei miei confronti.
Quante ne ho sentite sul mio conto…
– “con quella testa non andrai da nessuna parte”.
– “impara a lavorare, che il calcio non fa per te”.
– “hai fallito nella scuola, fallirai anche nello sport e nella vita”.
Potrei continuare all’infinito.

Oggi sono qui, perché tutte quelle voci hanno avuto un senso, nella mia carriera, e nella mia vita.

Da quando sono nato, ho sempre avuto il pallone tra i piedi, senza mai fermarmi davanti a nulla.
Ho sempre avuto un solo sogno, nella testa e nel cuore.
Ho fatto sacrifici ogni giorno, sacrificando la mia vita e la mia serenità per un sogno.
Ho sacrificato il mio fisico, la mia testa e la mia salute, per inseguirlo, ma non sempre i sacrifici vengono ripagati.

Ho incontrato persone d’oro, che hanno sempre creduto in me e che tutt’ora cercano di aiutarmi…
Ma allo stesso tempo, ho conosciuto persone, che non si sono rivelati tali di questa parola.
Solo io so quanto ho subito, quanto sono stato forte a rialzarmi dopo ogni caduta, quanto sono stato male la notte per il pensiero di non farcela.

Solo io so quanto sono stato cattivo con me stesso quando non ce la facevo più, quando non avevo più le forze, ma ci riprovavo sempre col sorriso.
“E ma non si direbbe” mi dicevano.
Soltanto io so cos’ho passato, quanta fatica sto facendo ad accettare tutto questo, ma tutto ha una fine.
Non pensavo sarebbe mai arrivato questo momento, perché ho sempre avuto un solo e un unico amore, il calcio.

Nel calcio, come nella vita, ci va fortuna, ma purtroppo, io nella fortuna non ci credo.
Mi sono sempre detto che se vuoi una cosa te la devi andare a prendere, ma oggi dico addio all’unico compagno che mi ha sempre accompagnato ogni istante della mia vita, la notte compresa: il pallone.

Sono sicuro che Dio mi guiderà, e avrà in serbo qualcosa per me.

Chi mi conosce si ricorderà sempre chi sono e cosa sono stato capace di fare.

Dio mi ha donato il talento, ma senza la testa non serve a nulla, e io ne sono la dimostrazione più grande.

Addio, mi mancherai.

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