Ravanelli punta su Zhegrova: «Fa la differenza. La Juve deve tenerselo stretto. Da Kolo Muani mi aspetto una cosa»
Hanno Detto

Ravanelli punta su Zhegrova: «Fa la differenza. La Juve deve tenerselo stretto. Da Kolo Muani mi aspetto una cosa»

Ravanelli ai microfoni di Tuttosport ha parlato di Zhegrova e si è soffermato anche su altri giocatori della Juve come Kolo Muani e Neto

Intervenuto ai microfoni di Tuttosport Ravanelli ha analizzato la situazione dell’ex Lilla Zhegrova, suggerendo a Spalletti di concedere al talento dell’est un margine superiore di libertà tattica: «Sono sempre stato innamorato di Zhegrova : ieri l’ho chiamato per fargli i complimenti. Mi sono trovato tante volte a confrontarmi con Spalletti sul suo impiego. Conosco bene il mister e so che è un bel martello (in senso positivo) con i suoi ragazzi. Ma questo è un giocatore che in certi momenti andrebbe lasciato più tranquillo. Ha una qualità incredibile e una forza che dovrebbe spingere tutti a perdonarlo quando, di tanto in tanto, commette degli errori o non si applica in fase difensiva. Da metà campo in avanti fa davvero la differenza: sa calciare, è micidiale nell’uno contro uno e quando arriva sul fondo è davvero difficile che sbagli la scelta. Non è facile trovarne altri così in giro: la Juve deve tenerselo stretto».

Nel calcio odierno, dove ogni elemento viene chiamato a partecipare al blocco difensivo unico, l’anarchia e i palloni persi dal kosovaro vengono spesso penalizzati. Per Ravanelli, tuttavia, il numero elevato di palle perse è una conseguenza diretta della volontà del giocatore di incidere sull’esito della partita: «Se Zhegrova perde diversi palloni è perché rischia costantemente la giocata. Vuole essere determinante. In Serie A vedo tanti di quei giocatori che ricevono il pallone e lo giocano all’indietro. Così potrei giocare pure io a 58 anni… Ci soffermiamo troppo spesso sui dati analizzandoli con approssimazione. Il giocatore va valutato in merito a quanto riesce ad essere determinante ai fi ni del risultato. Se uno perde 20 palloni, ma poi negli ultimi 16 metri va a segnare o a servire l’assist al compagno me lo tengo stretto! Ero e resto pro Zhegrova. Nel campionato italiano, se giocherà continuità, farà almeno 7/8 gol. Garantito».

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Lo sguardo dell’ex bianconero si allarga poi agli altri protagonisti della rosa bianconera, a partire dall’attacco e dalle prospettive per Kolo Muani: «Da Kolo mi aspetto che dia continuità alle ultime prove, specialmente quella con l’Atalanta dove si è sacrificato tantissimo per la squadra. Sono convinto che gli basti sbloccarsi perché scatti quel click che potrebbe portarlo a giocare un campionato da protagonista assoluto. Chi sono i leader di questa Juve? Alajbegovic può diventarlo, perché gioca con sfrontatezza, senza paura. Ma ha bisogno di tempo. Ci sarebbe Nico, che mi sta piacendo moltissimo in queste prime uscite. Ma voglio puntare su Lucumi e Bremer. Una coppia su cui la Juve può costruire le fondamenta del suo futuro. E poi confi do nel rientro di Cambiaso: è un giocatore polivalente. Madre natura gli ha dato tante qualità: vede il gioco come pochi, sa creare superiorità numerica ed essere utile in più ruoli. Per me negli ultimi anni è mancato dal punto di vista dell’approccio, della concentrazione. Mi è sembrato superfi ciale in alcuni frangenti dei vari match. Se recupererà la condizione fisico-mentale potrebbe tornare davvero utile a Spalletti. È da recuperare assolutamente».

L’ex centravanti promuove a pieni voti l’approdo di Neto, paragonandolo a un grande del passato e sottolineandone l’importanza nello spogliatoio: «Giocatori vincenti come lui sono un toccasana per lo spogliatoio: distribuiscono positività e aiutano il mister a capire meglio alcune situazioni. Neto, poi, mi è sempre piaciuto perché non è appariscente negli interventi, ma semplice ed essenziale. Un po’ come il mio amico Peruzzi. Sono contento che sia tornato alla Juve».

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