
Spalletti intende ripartire dalle certezze difensive con Bremer e Lucumì, ma anche dal buon rendimento di Celik sulla corsia
Il mantra primario per la Juventus resta quello di non concedere reti agli avversari. In passato, con Thiago Motta alla guida, il gruppo riuscì a mantenere la porta inviolata per 6 partite, mentre la successiva gestione di Igor Tudor registrò 5 gol subiti nelle prime 5 uscite. Oggi, Luciano Spalletti deve riuscire a creare occasioni senza prestare il fianco alle ripartenze avversarie. In 2 gare, la retroguardia ha incassato 4 reti, di cui 3 nel crollo esterno contro il Sassuolo e 1 col Milan. Per trovare equilibrio nei 90 minuti, l’allenatore punta sulla tenuta garantita da Gleison Bremer. Il centrale è assolutamente fondamentale, sebbene in estate potesse partire per la clausola da 54 milioni di euro.
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La permanenza del brasiliano, che ha deciso di cambiare agenzia, è comunque certa fino al termine della stagione. Per affiancarlo al meglio, la dirigenza ha inserito Jhon Lucumi, arrivato in estate dal Bologna. L’innesto del colombiano offre caratteristiche molto diverse rispetto a Federico Gatti e Lloyd Kelly, pedine considerate meno reattive e meno pronte rispetto ai due citati sopra. Le difficoltà, culminate nella brutta serata di Reggio Emilia, non scalfiscono le certezze del club bianconero. Rispetto allo scorso anno, in cui il mister si inventò Teun Koopmeiners come braccetto di sinistra, la rosa odierna è competitiva in quella specifica zona. Si tratta di un lusso tattico di cui i precedenti allenatori non potevano godere. Lo riporta il Corriere dello Sport.
Il sistema difensivo si poggia su esterni di totale affidabilità, ripartendo da una ritrovata solidità generale. A destra Pierre Kalulu è considerato quasi insostituibile. Sulla corsia mancina, il rientro di Andrea Cambiaso puntella la fascia sinistra, ma lo staff tecnico conta pure su Zeki Celik, spesso adattato a operare in quella posizione, dove ha spesso fornito ottime prestazioni. Qualora si decidesse di cambiare impostazione, esiste persino l’ipotesi di passare a una difesa a 3, sebbene questo schieramento porterebbe inevitabilmente qualche certezza in meno.