Mancini si commuove in conferenza stampa: «Mi manca Vialli». E poi svela un retroscena
Hanno Detto

Mancini si commuove in conferenza stampa: «Mi manca Vialli». E poi svela un retroscena

Mancini in conferenza stampa si commuove ricordando Vialli e ammette come l’ex Juve gli avrebbe impedito di andare in Arabia

L’emozione nello sport regala spesso momenti indimenticabili, capaci di superare il semplice risultato del campo. Al termine della vittoria degli azzurri contro la Turchia, Mancini si è trovato di fronte a una domanda carica di nostalgia: «Cosa le sta mancando di più rispetto al suo primo ciclo?». La risposta dell’allenatore è stata brevissima, pronunciata con gli occhi lucidi: «Luca Vialli». Poche sillabe che hanno congelato l’atmosfera della sala stampa, scatenando subito un lungo e caloroso tributo da parte di tutti i giornalisti presenti.

Il ricordo del suo storico compagno di squadra alla Sampdoria e fedele collaboratore nei primi anni in azzurro rappresenta un capitolo toccante nella carriera del commissario tecnico. Per il ct della Nazionale, la figura dell’ex attaccante travalica i confini del calcio giocato, toccando corde umane profondo e indissolubili. Ognuno ricorda la straordinaria cavalcata all’Europeo itinerante, culminata nella serata magica di Wembley: l’immagine iconica di quell’abbraccio sincero e liberatorio tra i due amici al fischio finale resta una delle cartoline più belle della storia recente dello sport italiano.

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Tuttavia, l’eredità morale lasciata dall’ex giocatore della Juve continua a guidare le scelte del tecnico marchigiano. Nel corso di un’intervista successiva rilasciata ai microfoni di Rai Radio 1, Mancini ha spalancato le porte dei suoi pensieri, riflettendo sul valore di quel confronto quotidiano che oggi gli manca enormemente. Le parole riservate alla memoria dell’amico dimostrano una complicità immutata nel tempo e nello spazio: «Mi avrebbe detto di non andare in Arabia, me l’avrebbe impedito. E oggi sarebbe qui con la Nazionale. Eravamo come fratelli e a un fratello tu parli sempre, a un fratello sicuramente chiedi consigli, soprattutto quando la persona è speciale come Luca».

Questo accorato omaggio evidenzia quanto l’aspetto umano superi sempre la dimensione professionale. Anche davanti ai successi recenti e ai nuovi traguardi sul rettangolo di gioco, la memoria di chi ha condiviso battaglie indimenticabili rimane viva. Per Mancini, continuare questo percorso professionale significa portare con sé il bagaglio di valori, insegnamenti e affetti che l’indimenticato bomber ha saputo regalare a tutto il movimento calcistico.

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