Spalletti a DAZN: «A Pisacane ho detto che sanno anche perdere tempo. Abbiamo fatto una grande prestazione. Giocando così ne vinciamo tante»
Hanno Detto

Spalletti a DAZN: «A Pisacane ho detto che sanno anche perdere tempo. Abbiamo fatto una grande prestazione. Giocando così ne vinciamo tante»

Spalletti nel post partita di Cagliari Juve ha parlato ai microfoni di Dazn. Cosa ha detto il tecnico bianconero

Nel post partita di Cagliari Juventus, Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di DAZN. Le sue dichiarazioni.

SCONTRO PISACANE – «Non è successo niente. Io gli ho detto che sono bravi, che giocano bene, sanno anche perdere tempo e lui mi ha detto: “Cosa vuol dire tempo? Cosa tempo?”. E ci ha buttato fuori. Niente, niente di particolare. Tutto normale, tutto abbastanza normale».

DUE PUNTE – «Sì, Andrea (Stramaccioni, ndr), ma nel primo tempo c’eri a vedere la partita? Al venticinquesimo del primo tempo io ho tirato McKennie a sinistra e c’è Nico Gonzalez lì dentro a fare quello che ha fatto Woltemade con Kolo. Anzi, Nico Gonzalez è il calciatore più forte di testa che abbiamo. Nico Gonzalez è una seconda punta, l’ho messo a giocare da seconda punta. Il sistema è stato lo stesso da quando ho deciso di spostare McKennie. Abbiamo fatto la stessa cosa: una punta, Kolo, con Nico Gonzalez seconda punta, ma che possono andare a invertirsi. Perché Kolo, se si lascia libero di andare, come ha fatto oggi, mi è piaciuto molto, di andare a interpretare un po’ di situazioni, diventa più difficilmente marcabile. Ora, in questo caso qui, dentro l’area di rigore c’è Nico che purtroppo la colpisce di ginocchio. Gli viene a questa via di mezzo la palla che non sa poi colpirla bene. Ora è lì come seconda punta o prima punta, perché Kolo è a sinistra. Bisogna soltanto avere, diciamo, la determinazione, la determinazione di quelli che hanno la testa forte, di quelli che mettono in gioco… Cioè, da un punto di vista mio, io non mi gioco il risultato della partita stasera. Io mi gioco il finir bene una carriera, perché ormai ho settant’anni quasi e devo finir bene la mia carriera. Va bene, dice: “Ma puoi rifare l’allenatore?”. Ma siamo a quei livelli lì, per cui io voglio far bene. Non penso al risultato della partita, che poi ti manca, ma è stata fatta una grande prestazione. Perché questo gli va detto ai ragazzi, che hanno fatto una grande prestazione. Perché se giocano sempre così, io sono convinto che se ne vincono tante. Però è vero che poi, come finalizzazione, per esempio, Kolo ha fatto un gol dentro quel traffico e quei momenti che per noi sono difficoltosi da portare a casa. Però è stato bravo, ha anticipato. Si è fatto disturbare anche troppo per lo spazio che aveva strappato, che si era creato. La può andare a colpire anche libero, perché lui fisicamente è forte, alto, è uno che sa poi mettere il punto sulle situazioni, farle diventare determinanti. E quindi niente, c’è solo da aumentare quella cosa lì, perché poi io bisogna gli faccia anche i complimenti, oltre che essere un po’ arrabbiato, perché sono partite da vincere».

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CARATTERE – «Io sono uno qui che bisognerebbe riuscissi a gestire al meglio le potenzialità che ha la squadra. E la squadra ha potenzialità. Poi è chiaro, si va a tentare di analizzare, a tentare di metterci anche qualcosa in più per quello che ci manca. Però poi sono tutte cose abbastanza normale».

MINA – «È come l’anno scorso. Ci porta un po’ in giro con i suoi comportamenti da calciatore forte, perché ci porta un po’ in giro. Bisogna essere tutelati qualche volta da qualche atteggiamento e poi si va a giocare. Però poi chi vince e porta a casa più episodi è sempre quello che ha più carattere, che ha più forza. Perché bisogna sapersi comportare. Personalità è quando tu riesci a reagire, è forte personalità anche quando tu lasci stare perché tu hai bisogno di giocare, perché tu devi vincere la partita e non ti curi di niente di quello che avviene, perché tu sei ossessionato da quella cosa lì. Vuoi andare a determinare la partita, non vuoi andarla a incontrare, la vittoria, se passa. No, no, sono io che la determino con il mio comportamento e la mia ricerca, perché quello bisogna fare noi».

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