Cosa succede a McKennie? Distratto e ingolfato: quando l'eclettismo diventa snaturamento
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Cosa succede a McKennie? Distratto e ingolfato: quando l’eclettismo diventa snaturamento

Distratto e ingolfato: quando l’eclettismo diventa snaturamento. Cosa succede a Weston McKennie?

Anche nella difficile e insidiosa trasferta europea contro il Celta Vigo, esattamente come già avvenuto nella precedente uscita di campionato a Cagliari quando fu sostituito già all’intervallo, la prestazione complessiva offerta da Weston McKennie è risultata al di sotto della sufficienza. Il texano sta attraversando un momento di appannamento (anche fisico), confermando una involuzione che gli impedisce di incidere con la consueta energia e qualità nelle dinamiche della Juventus di Luciano Spalletti.

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A penalizzarlo oltre misura è il paradosso di un eclettismo tattico ormai esasperato: da prezioso ed energico incursore totale capace di interpretare ogni mansione in modo convincente, il centrocampista statunitense rischia seriamente di rimanere intrappolato nella trappola dell’essere “troppo jolly”. Anche sul terreno di gioco di Balaídos lo si è visto agire praticamente ovunque: a destra, a sinistra, in mezzo al campo, abbassandosi sulla linea difensiva o alzandosi a ridosso dell’attacco. Tuttavia, fare troppi ruoli differenti nello spazio di novanta minuti lo sta portando a snaturarsi progressivamente, privandolo dei suoi storici punti di riferimento in area avversaria e togliendogli il dinamismo e la proverbiale lucidità nelle scelte determinanti.

Una prova complicata, segnata in negativo dalla sbavatura nell’azione del vantaggio iberico, che trova piena conferma nei giudizi severi espressi dalle pagelle della stampa nazionale:

GAZZETTA DELLO SPORT, 6 – Capitan America stenta a entrare in un gioco che la Juve fatica a trovare. Nella confusione generale finisce fuori posizione sul gol del Celta, ma come i compagni cresce nella ripresa.

TUTTOSPORT, 5.5 – Pare aver dimenticato le coordinate della Weston Zone, dal momento che per l’ennesimo match parte svogliato e approssimativo in ambedue le fasi. Come quando concede a Swedberg il lusso di mettere Alvarez a tu per tu con Vicario.

CORRIERE DELLO SPORT, 5.5 – Il capitano si fa beffare da Swedberg nell’azione del vantaggio spagnolo, non è quello vero.

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