
Pagelle Juve Lazio: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 7ª giornata di Serie A 2026/27
(inviato all’Allianz Stadium) – Pagelle Juve Lazio: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 7ª giornata di Serie A 2026/27
Vicario 5 – La Lazio si affaccia con cinismo dalle sue parti e lo fulmina senza possibilità di replica: Provstgaard da pochi passi, poi Isaksen a giro e nel finale Dele-Bashiru. L’ex Tottenham si allunga ma non ci arriva in tutti e 3 i frangenti.
Kalulu 5 – Lo sapevamo: Nuno Tavares è un cliente che crea incubi allucinanti in questo momento della stagione. E Pierre cade dentro a questa trappola a piedi pari. I due gol biancocelesti prendono forma dal suo lato, e proprio su due sventagliate calibrate perfettamente dall’esterno portoghese. Duello perso sotto tutti gli aspetti.
Bremer 4.5 – Gli albori della partita lasciavano presagire tutt’altro rispetto all’epilogo. Ringhia su Noslin e gli sradica un paio di palloni dai piedi con ardore, strapotenza fisica, senso della posizione. Ma poi capitola in occasione del vantaggio di Provstgaard, vedendo sgusciare il centrale laziale alle sue spalle. Errore decisivo, errore che determina. Così come la marcatura blanda su Dele-Bashiru che fa 3-0.
Lucumì 4.5 – Se Bremer si lascia infilare alle spalle, Lucumì vede davanti a sé il movimento di Provstgaard e si fa anticipare troppo ingenuamente. Malissimo la lettura dell’azione, ma non è solo in quel momento che la sua partita prende una piega negativa: tanti – troppi – errori tecnici. E colpe anche per il colombiano nel vedere sfuggire Dele-Bashiru nel gol del tris.
McKennie 5 – Se prendete la pagella del match contro il Celta Vigo, potrete appurare che il copione per Wes è il medesimo anche questa sera. Girovaga per il campo ma senza scopo apparente, senza meta, scontrandosi con un’involuzione di peso specifico all’interno della manovra che è determinante nel calo di soluzioni offensive della Juve.
Douglas Luiz 5.5 – Se la manovra non gira come dovrebbe, qualche colpa va data anche alla fase di costruzione del centrocampo. Ma il brasiliano è uno dei pochi a provarci, a cercare di portare su il baricentro e far gravitare sui suoi piedi tutto il flusso di gioco offensivo. 71 palloni toccanti, anche con errori (15 possessi persi), ma ha la personalità di prendersi rischi e responsabilità nei momenti delicati e difficili. Ed è una qualità che va sottolineata. Dal 67′ Conceicao 5 – Non cambia il corso degli eventi, venendo ben limitato dalla difesa laziale.
Sarr 5.5 – La piovra del centrocampo della Juventus non vive una serata semplice. Il suo moto perpetuo lo porta a occupare più posizioni, più zone di campo, cercando filtro e interdizione contro un centrocampo di enorme qualità come quello laziale. Ma tra il dire e il fare, continuate voi il proverbio: risulta inefficace sia in copertura sia in costruzione. A immagine e somiglianza della Juve. Dall’87’ Boga SV.
Celik 5 – Isaksen ha un passo totalmente diverso e lo svernicia con una facilità disarmante in occasione del 2-0. Uno contro uno, pallone spostato e mancino all’angolino. Tutto troppo facile e primo errore in stagione, in marcatura, del turco. Dal 74′ Cambiaso 5 – Dormita colossale anche la sua nella ripartenza di Dele-Bashiru.
Nico Gonzalez 5.5 – L’anima della squadra che si perde nei momenti decisivi della partita. È uomo-ovunque: corre, rincorre, determina i movimenti e cuce trame dal centrocampo all’attacco. Ma quando è il momento di graffiare – stranamente – oggi accarezza: troppo molle in 3 palloni importanti in area di rigore. L’effetto leader non è svanito, ma se si sgonfia lui la Juve patisce enormemente. Dal 67′ Zhegrova 5 – Una sgasata e poco più. Non si accende mai.
Alajbegovic 5 – 22 tocchi in un primo tempo scialbo, senza scintille e con il mirino puntato di un attento Floriani che lo tiene sotto stretta osservazione e non gli concede spazi da aggredire. E così scivolano via i 45′ di Kerim: lontano dal vivo delle azioni, a pestare la linea laterale e a cucirsi un abito tattico addosso che non gli permette di sprigionare armi offensive. Dal 46′ Woltemade 5 – Ma come si fa a calciare così in area!? Sciupa in modo clamoroso.
Kolo Muani 5 – Cambia lo spartito del suo incontro nel secondo tempo. Nei primi 45′ è disastroso nella gestione dei palloni che transitano dalle sue parti: la pressione e fisicità dei difensori laziali lo asfissia e perde di lucidità nelle scelte di tiro e passaggio. Più sgravato da determinati compiti con l’ingresso di Woltemade, ha più libertà di muoversi e svariare su tutto il fronte offensivo e non dà punti di riferimento agli avversari. Ma è scarico il suo apporto verso l’area.
All. Spalletti 4.5 (squalificato) – Squadra svuotata mentalmente e tecnicamente. Non uno, quattro/cinque passi indietro oggi.