Perché Elkann e Carnevali hanno confermato la propria fiducia a Spalletti: le motivazioni
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Perché Elkann e Carnevali hanno confermato la propria fiducia a Spalletti: le motivazioni

Le motivazioni per cui Elkann e Carnevali hanno confermato la propria fiducia a Spalletti come allenatore della Juventus

All’orizzonte della Continassa non ci sono ribaltoni né rivoluzioni imminenti: nonostante i mugugni della piazza e le continue voci di crisi, la Juventus ha scelto con fermezza di andare avanti con Luciano Spalletti. La dirigenza è convinta che esistano ancora tempi, modi e risorse per invertire una rotta preoccupante, certificata dagli appena 11 punti conquistati in 7 giornate di campionato e dal pesante tonfo interno subito contro la Lazio. Buttare all’aria il lavoro svolto non rientra affatto nei piani della società: questo è il messaggio chiaro fatto filtrare dall’ad Giovanni Carnevali, in costante e stretto raccordo con John Elkann. La proprietà intende difendere e tutelare l’accordo prolungato la scorsa primavera fino al 2028, trasformando quella che nell’ottobre 2025 era nata come una semplice gestione da traghettatore in un progetto strategico a lungo termine. Lo scrive Tuttosport.

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Ciò non toglie che nascondere la testa sotto la sabbia sarebbe un errore grave e controproducente. A un anno dall’approdo del tecnico di Certaldo a Torino, i difetti congeniti della squadra restano immutati, evidenziando una mancata maturazione sia sul piano della personalità sia su quello tecnico-tattico. Se nell’amarezza a caldo la disfatta di domenica sera aveva insinuato dubbi persino sulla tenuta dello spogliatoio, il chiarimento andato in scena alla ripresa degli allenamenti alla presenza dell’intera dirigenza ha incassato la piena, convinta e rinnovata fiducia dei calciatori.

Ora, tuttavia, la fiducia va ripagata con i fatti. Il calendario propone un ciclo spartiacque di sei partite prima della sosta — quattro gare di Serie A e due di Europa League — a partire dall’impegno casalingo di giovedì sera contro il Rennes. Carnevali predica continuità, consapevole che cambiare vorticosamente gli allenatori non porta al raggiungimento finale dei grandi obiettivi, ma i correttivi interni sono ormai improrogabili: serve archiviare l’eccessiva “fluidità” a favore di ruoli più chiari, impostare un turnover ragionato e migliorare la comunicazione quotidiana in un gruppo ricco di stranieri. I tifosi evocano con nostalgia il fantasma di Antonio Conte, ma per la dirigenza il suo ritorno non è affatto all’ordine del giorno. L’imperativo categorico è fare punti, ritrovare compattezza e riannodare il filo con il pubblico dello Stadium.

Gazzetta aggiunge: alla Continassa è stata, l’ultima, una notte di riflessione con i tre gol della Lazio sul tavolo e un indirizzo da dare, alla squadra, a chi ascolta e giudica: si va avanti con il tecnico toscano, sentenza unanime e mai in discussione, ma l’orizzonte temporale perché all’ex ct azzurro vengano condonati nuovi sbagli si è ridotto ulteriormente. Una fiducia, quella per Luciano da Certaldo, rinnovata anche dall’America dove si trova l’Ingegnere John Elkann. Ma, come detto, i bonus per l’al- lenatore bianconero, che non sa più se i suoi ragazzi lo seguono, stavolta, ora sono davvero terminati. L’amministratore delegato di Exor, Elkann, non ha intenzione di rinnegare un rapporto costruito sulla stima e l’empatia reciproca, ma, poi, c’è il campo e la sua legge. Il campo deve raccontare una storia diversa, nuova, positiva. Sarò così? Palla già al duello con il Rennes.

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