
Pagelle Lecce Juve: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per l’8ª giornata di Serie A 2026/27
Pagelle Lecce Juve: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per l’8ª giornata di Serie A 2026/27
Vicario 6 – Uscite e interventi tra i pali tutto ok, i brividi li fa correre lungo la schiena dei tifosi nel gioco con i piedi. Un paio di disimpegni sanguinosi, che sarebbero potuto costare cari alla Juventus. Ma la risposta quando viene chiamato in causa dinanzi alle minacce salentine trasmette sicurezza e affidabilità.
Gatti 6.5 – A parte un fallo ingenuo ad inizio partita, è certamente tra i più positivi tra le fila bianconere. Soprattutto per come interpreta il ruolo di braccetto: non si limita ai compiti difensivi (tra l’altro salva la Juventus con una scivolata provvidenziale su Maleh) ma si spinge in avanti per supportare la manovra. Suo il tocco morbido che Douglas Luiz trasforma in oro in occasione del 2-0.
Bremer 6 – Geubbels ha imprevedibilità, istinto da killer in area: il capitano lo tiene a debita distanza dalla porta di Vicario, facendogli sentire il fiato sul collo nella sua morsa in marcatura.
Lucumì 6 – Sono ancora troppi i momenti in cui spegne l’interruttore e regala palloni agli avversari. Rimedia difensivamente, perché in copertura è solido e granitico negli uno contro uno, ma da lui ci aspetta un salto in avanti nell’impostazione dalle retrovie. Lì deve fare il click per diventare ancora più leader della difesa.
Kalulu 6.5 – Finalmente una partita alla Kalulu. Mancava tantissimo quest’anno. Rispolverate le skills della passata stagione: impenetrabile quando abbassa il raggio d’azione sulla linea dei difensori, dominante quando aziona le lunghe leve e si spinge in avanti. Funziona benissimo l’intesa con McKennie, quando transita dalle sue parti nei primi 45′.
Douglas Luiz 7.5 – Dimostra una grandissima forza mentale in primis: si rialza immediatamente dopo l’errore con il Rennes, lasciando parlare il campo. Senza repliche, prendendo per mano la squadra. Partita da centrocampista totale: in zona offensiva con l’assist per McKennie e il gol (bellissimo), in copertura con un filtro vincente davanti alla difesa e soprattutto in regia. Arriva a toccare quasi 100 palloni: tradotto, transita praticamente tutto dalle sue invenzioni. Dall’81’ Sarr SV.
Koopmeiners 5.5 – Perché. Perché ha la porta davanti e preferisce appoggiarla per un compagno. Quel mancino deve tirarlo fuori, liberarlo: ha una potenza e una precisione mixate insieme che non possono scomparire dietro al non rischio di prendersi la responsabilità di sparare nello specchio. Altro assist per Kolo Muani non proprio precisissimo. Molte più ombre che luci, sparisce dietro alla centralità in regia di Douglas Luiz.
Cambiaso 5.5 – Ha gamba per spingere, arare la fascia su e giù. Ma i 2 cross a destinazione su 6 e i 14 palloni persi parlano da sé: manca l’ultimo passaggio, l’ultima giocata. Come se non riuscisse a trasformare in oro la mole di gioco che crea. Dal 67′ Cabal 6 – Buono spunto, buona progressione offensiva. Sfiora anche il gol nel finale.
McKennie 7 – Le vibes del vecchio Wes. Dopo una fase di appannamento nelle scorse partite, dettata da un eccessivo sfruttamento delle sue qualità da jolly, il texano torna centrato e incisivo nella manovra di Spalletti. Lui e Kalulu formano il tandem più pericoloso dei primi 45′, una chiave per scardinare la difesa salentina. E proprio da un suo inserimento, nasce il vantaggio: schema da palla inattiva, zampata da rapinatore d’area che vale il suo primo gol stagionale. Dall’89’Alajbegovic SV.
Woltemade 6 – Qui bisogna fare un discorso. Guardando la centralità che ha nello sviluppo offensivo e il numero di palloni che tocca nella manovra, si può certamente dire che il suo ruolo è un fattore determinante per come la Juventus si allunga e si distende per portare su il baricentro. Ma sotto porta sbaglia tanto, e i 14 palloni persi sono un dato da migliorare all’istante. Con più precisione e concretezza offensiva, diventa davvero determinante.
Kolo Muani 5 – 1 tiro, 0 in porta. 24 tocchi in 68 minuti. Altra prestazione incolore per il numero 9. Non gli si può dire nulla sulla generosità, il tanto movimento sul fronte offensivo e il sacrificio nel salire e scendere come baricentro. Ma è tutto il resto che non funziona: sotto porta non graffia, anzi, si divora due buone opportunità. E quando si abbassa per legare commette ancora troppi errori. Dal 67′ Boga 5.5 – Entra in un momento in cui la Juve attacca meno e difende di più. Un tiro a giro fuori bersaglio e poco più.
All. Spalletti 6.5 – La risolvono due lampi nel primo tempo. La doppia punta sembra essere la quadra giusta, ma perché un secondo tempo così rinunciatario?