Allegri come Pochettino? Ma non scherzate…

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Il parallelismo tra i due tecnici regge fino a un certo punto. Le somiglianze tra Massimiliano Allegri e Mauricio Pochettino sono molto meno delle differenze

Se vogliamo raccontarci che Massimiliano Allegri e Mauricio Pochettino sono uguali, lo possiamo anche fare. Possiamo dire che sono entrambi allenatori giovani, flessibili nel modulo e negli interpreti, perfettamente capaci nella gestione dell’organico. Ma il parallelismo, proposto e riproposto un po’ ovunque, e in realtà forzato dallo stesso tecnico argentino, esiste fino a un certo punto.

TURNOVER – Tra i due intercorrono tante, tantissime differenze. Anche nelle cose in cui appaiono più simili. Nella gestione del materiale umano a propria disposizione, per esempio, È vero: entrambi ricorrono a una frequente turnazione che li permette di sfruttare al meglio tutti i giocatori in rosa, ma Pochettino non prescinde da 5-6 giocatori chiave che devono essere sempre presenti. Quegli interpreti che, siccome più forti del resto della squadra, fanno la differenza in ogni caso. Allegri, di contro, ha recentemente fatto capire che nessuno alla Juventus è untouchable. Non lo è Dybala, non lo è Higuain, non lo è Buffon. Gioca chi sta meglio, sempre. Le gerarchie, in casa bianconera, sono un concetto molto relativo.

GIOCO – Il gioco proposto dai due allenatori è completamente diverso. Pochettino a uno stile più “guardiolistaCanovaccio standard iper offensivo, fondato su un grande possesso palla e improntato a fare costantemente la partita a prescindere dal livello dell’avversario. Ritmi forsennati sia in fase offensiva sia in fase di recupero e costante ricerca della verticalità. Allegri, lo sapete, non è niente di tutto questo. Il gioco di Max è sicuramente meno bello a vedersi in alcuni frangenti, ma maledettamente efficace. Quadratura, concentrazione, cinismo: più che una questione tattica è uno stato mentale. La Juventus è squadra capace di fare diversi tipi di partita: all’attacco per 90 minuti, asserragliata nella propria area, di attesa e ripartenza. E, come spesso sottolinea lo stesso tecnico, non è questione di modulo ma di attitudine. Massimiliano Allegri è davvero camaleontico.

RISULTATI – Infine c’è un’ultima, enorme, discordanza. Che vale più di tutte le altre. Cosa ha vinto Mauricio Pochettino? Nulla, assolutamente nulla. Da quando è allenatore, l’argentino di origini piemontesi, non ha mai sollevato un trofeo. Parliamo di Allegri invece: 4 scudetti, 3 Coppe Italia, 2 Supercoppe, 2 finali di Champions League. Ops. Il confronto si può fare, naturalmente, ma bisogna tener conto soprattutto di questo fondamentale aspetto. Perché due tecnici che hanno un curriculum così sproporzionatamente diverso, si possono accostare l’uno all’altro soltanto per gioco. Sostenere che Pochettino è uguale ad Allegri, è come dire che un gattino è uguale ad una tigre.