Pochettino si presenta: «Sono come Allegri»

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Il tecnico argentino del Tottenham parla del prossimo confronto di Champions contro la Juventus. Ecco l’intervista di Mauricio Pochettino

Non manca poi tanto al 13 febbraio, segnatevi la data. Sarà Juventus-Tottenham, sfida valida per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. Appuntamento imprescindibile per il prosieguo del cammino europeo per la banda Allegri, così come per quella di Mauricio Pochettino. Ed è proprio il tecnico argentino di origini piemontesi a presentare se stesso, i suoi Spurs e il match in una bella intervista su La Gazzetta dello Sport. L’ex difensore professa di essere un allenatore molto simile ad Allegri per duttilità e metodo di gestione dei giovani. E nessun dubbio sulla difficoltà del doppio confronto: «Per me la Juve è il top in Europa». Ecco le sue dichiarazioni.

Il primo pensiero al momento del sorteggio?

«Finalmente vedo la terra delle mie origini. Sono venuto in Italia diverse volte, ma non sono mai stato in Piemonte. I tempi ristretti non mi permetteranno di visitare i luoghi da quali partì il mio bisnonno, ma respirerò l’aria di Torino. Sul sorteggio non coltivavo illusioni particolari: quando ti ritrovi negli ottavi, incontrare avversari difficili rientra nella logica delle cose. La Juventus rappresenta il top: due finali nelle ultime tre edizioni».

Giocare il ritorno a Wembley vi concede un piccolo vantaggio?

«Non credo. A livello internazionale casa o trasferta cambia poco. Le sfide durano davvero 180 minuti e quella con la Juve sarà una vera battaglia».

Ha già cominciato a prepararla?

«Manca un mese e mezzo. Possono accadere tante cose, ma abbiamo iniziato a muoverci».

È attendibile l’amichevole del 5 agosto, 2-0 per il Tottenham con gol di Kane e Eriksen?

«Quello fu un test estivo. I parametri di riferimento sono ben diversi. L’analisi di un avversario è sempre molto più approfondita».

Le vittorie in casa in Champions e in Premier indicano che il Tottenham ha superato il complesso-Wembley.

«All’inizio abbiamo avuto qualche problema, non lo nego. White Hart Lane è più di uno stadio: è la casa del Tottenham. Wembley è un tempio del calcio mondiale. La sua dimensione da 90 mila posti è imponente. Contro il Southampton abbiamo avuto 55 mila spettatori. Tanti, ma un terzo dello stadio era vuoto».

Uno dei punti di forza della Juve è proprio lo stadio.

«La Juve è forte a prescindere, ma un impianto come il suo non è un dettaglio da poco».

Nella Juventus a fine stagione ci sarà l’addio di Buffon.

«Ho sempre ammirato Buffon e mi è davvero dispiaciuto che l’assenza dell’Italia in Russia gli impedirà di partecipare al sesto Mondiale. La considero una vera ingiustizia».

Due argentini sulla strada del Tottenham e di Pochettino. Dybala ha talento, è tornato protagonista con la doppietta al Verona, ma ha vissuto un periodo tormentato.

«Per quello che visto finora, è un attaccante dalle enormi potenzialità, ma condivido il senso delle frasi di Allegri. Lavoro con i giovani e so che bisogna fare attenzione. I titoli sui giornali, la notorietà improvvisa e i paragoni importanti possono generare confusione».

L’altro argentino è Higuain.

«Higuain, Aguero e il nostro Kane sono tra i migliori in assoluto nel ruolo».

Conosce Massimiliano Allegri?

«Ci siamo stretti la mano solo in occasione dell’amichevole di agosto. Mi sembra che possediamo una caratteristica in comune: la flessibilità. Non ci leghiamo ad un unico modulo».

È questo il calcio del futuro?

«Mi pare che tutti stiano percorrendo questa strada. Il Tottenham può giocare con la difesa a tre o a quattro, ad esempio. Ma poi ci sono altre componenti che nei media vengono sottovalutate. C’è un modo di giocare con la palla e un altro senza. E bisogna tenere conto delle caratteristiche dei calciatori. La flessibilità è una conseguenza naturale».

Kane ha segnato più gol di Messi nel 2017.

«La dote più importante di Harry è la sua voglia di migliorarsi. Anche il suo legame con il Tottenham è importante: mi ricorda Totti con la Roma».

Il Tottenham è ancora la squadra che corre di più in Premier?

«Secondo gli ultimi dati noi e il Manchester City siamo quelli con il contachilometri più elevato».

Dele Alli è un talento straordinario con pause improvvise e qualche cartellino di troppo.

«Ha qualità enormi. Non ho mai dubitato di lui. Con i giovani bisogna avere pazienza. Ogni tanto devono rifiatare e qualche ingenuità rientra nel copione».

Ha letto qualche libro di Osvaldo Soriano?

«Sì. È stato davvero un fuoriclasse».