Analisi tattica Juve-Ferencvaros: la gara di Champions ai raggi X

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Analisi tattica Juve-Ferencvaros: la partita dello Stadium analizzata nei dettagli. Le mosse di Andrea Pirlo e Serhiy Rebrov

(Da Jacopo Azzolini) All’Allianz Stadium si affrontano la Juventus ed il Ferencvaros. Il match e le mosse dei due allenatori analizzate e studiate nei minimi dettagli.

Pressing bucato

Contro il Cagliari, avevamo visto una Juve intensa e corta come mai in stagione. De Ligt era riuscito ad alzare molto la linea difensiva della squadra, che era riuscita a schiacciare l’avversario e recuperare palla subito dopo averla persa. Al contrario, nel match di questa sera la Juve ha avuto difficoltà enormi senza palla. I tempi del pressing sono stati quasi sempre sbagliati, con Ronaldo e Dybala in difficoltà contro i loro 3 centrali. Palleggiando dal basso, il Ferencvaros riusciva facilmente ad arrivare dalle parti di Szczesny, con tanti buchi in mezzo.

La Juve era inoltre molto fragile a palla persa, con le transizioni difensive che erano un grosso problema. Nel 3-2-5 con cui i bianconeri si schieravano quando consolidavano il possesso, Danilo ed Alex Sandro agivano da terzi di difesa. Tuttavia hanno entrambi sofferto molto nelle ripartenze rivali, come per esempio avvenuto in occasione del gol degli ungheresi.

Dybala è opaco

Nonostante gli ungheresi tenessero una linea abbastanza alta, la Juve non è stata pericolosa come si sperava. Per perforare la linea a 5 avversaria, era necessario un giro palla più rapido e veloce, ma i bianconeri hanno cambiato poche volte il gioco. Con Dybala che spesso veniva incontro, si svuotava troppo l’attacco avversario, con poca aggressione della profondità. Serviva una paziente circolazione per poi verticalizzare al moeìmento giusto, ma ciò è riuscito solo a tratti.

La squadra era molto più ferma rispetto alla fluidità vista con il Cagliari: in una delle rare volte in cui i bianconeri, con Cuadrado, hanno attaccato bene la linea, è arrivato il gol di Morata.

I cambi incidono solo in parte

Intorno all’ora di gioco, Pirlo ha optato per un triplo cambio che però ha inciso solo in parte. Sia Chiesa che Kulusevski hanno avuto un pessimo impatto sulla partita, facendo ancora meno di Bernardeschi (discreto) e McKennie (pessimo). I due subentrati tendevano a stringersi troppo, con i bianconeri che facevano troppa densità in mezzo e sfruttavano poco l’ampiezza.

Al contrario, Morata ha dato molto più peso e profondità all’attacco della Juve: oggi i bianconeri non possono rinunciare al proprio numero 9.

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