Barbara Bonansea, dalle gare con i maschi al sogno Juventus Women

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Barbara Bonansea: la scheda dell’attaccante della Juventus Women, dalle partite con i maschi al sogno bianconero

«Avevo tre o quattro anni al massimo, e i miei pomeriggi trascorrevano con gli occhi incollati al prato, attratta da un desiderio fortissimo di giocare, ma ancora muto. […] Sono entrata in campo e, da allora, nessuno è più riuscito a farmi uscire». Inizia così la storia d’amore tra Barbara Bonansea e il calcio, una di quelle travagliate, fatte di momenti difficili, ma che poi si concretizzano in un sentimento tanto forte quanto bello, quasi quanto una doppietta all’esordio al Mondiale.

Barbara Bonansea: i primi passi nel mondo del calcio

Dopo aver assaporato il profumo del campo, Bonansea inizia ad allenarsi con i maschi, e a 8 anni disputa il suo primo campionato. Nel 2004 arriva la chiamata del Torino. Inizialmente viene aggregata alla Primavera, con cui vince due Scudetti consecutivi. Dal 2006 è protagonista in prima squadra, dove rimane per ben 6 anni, segnando 38 reti in 127 presenze. Nel 2012 inizia la favola Brescia, club nel quale l’attaccante rimane per 5 anni, vincendo 2 scudetti, 2 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane. Il 2017 è l’anno della svolta: la cerca il Lione, il club femminile più importante e vincente in Europa. Tutele, riconoscimento pensionistico, professionismo: Barbara dice no. L’ha chiamata anche la Juve, la squadra per la quale tifa la sempre. E il cuore, a volte, viene prima della testa.

Bonansea Juventus Women: la storia d’amore con i colori bianconeri

La scelta, sul campo, ripaga da subito. In bianconero Bonansea vince lo Scudetto al primo anno, segnando 19 reti in 21 presenze in campionato. Al secondo anno, oltre ad un nuovo Scudetto, arriva anche la Coppa Italia. L’anno successivo le bianconere vincono anche la Supercoppa, che l’anno precedente era sfuggita proprio contro la Fiorentina. Bonansea non è in campo, a causa di un infortunio al piede che la costringe a saltare quasi tutto il girone d’andata, ma che non spegne la sua voglia di tornare in campo. E di ricominciare a segnare. Perché a volte, nella vita come sul rettangolo verde, si va in svantaggio, ma l’importante è riportare la gara in parità. Per poi magari vincerla al 95′, con un colpo di testa inaspettato. Sì, proprio come all’esordio al Mondiale.