Barone: «I calciatori vivono nell’incertezza. Che emozione il Mondiale 2006»

© foto www.imagephotoagency.it

Simone Barone, ex calciatore, parla della situazione del calcio italiano, alle prese con l’emergenza Coronavirus

L’ex calciatore Simone Barone parla della situazione di emergenza del calcio italiano ai microfoni di Radio Sportiva.

CORONAVIRUS«Stiamo vivendo qualcosa di strano e anomalo. In questo momento è stato messo da parte l’aspetto sportivo ed economico, dando giustamente priorità alla salute. Facciamo i complimenti ai dottori e agli infermieri che stanno salvando vite. Anch’io sono in casa con 2 figli e non è facile, comunque cerchiamo di non uscire per evitare nuovi contagi. Il calcio e lo sport forse non pensava di arrivare a questo punto e si poteva sospendere tutto una settimana prima, ma tutto è andato in parallelo con le scelte dei decreti. Mezza Europa ci ha puntato il dito addosso come se non avessimo saputo gestire la situazione, ma poi anche loro sono arrivati con ritardo alle nostre misure. I calciatori vivono nell’incertezza e nella loro testa in questo momento non pensano allo sport».

RACCOLTA FONDI«I campioni del mondo del 2006? Hanno pensato di creare una fondazione, perché vogliamo essere presenti e aiutare le persone che stanno soffrendo. Ad oggi abbiamo ricavato oltre 300.000 euro ma vogliamo arrivare al milione, affinché questa iniziativa possa salvare vite umane. L’estate 2006 è stata qualcosa di storico e irripetibile, una cavalcata bellissima. La semifinale con la Germania un’emozione».