Bernardeschi il “convertitore”, non sbaglia mai

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L’ex Fiorentina risolve la pratica Cagliari, confermando di essere l’arma in in più della Juventus 2017-2018. Bernardeschi sempre decisivo quando viene chiamato in causa dal primo minuto. Merita più spazio?

Da oggetto misterioso a uomo della provvidenza. Dall'”investimento per il futuro” di Beppe Marotta al nostro “Berna non ne sbagli una“. La vertiginosa parabola di Federico Bernardeschi culmina nel gol che decide la rocambolesca trasferta di Cagliari e che ne incorona la straordinaria concretezza. E ora come si fa a tenerlo in panchina? Ce lo chiediamo noi, dovrebbe chiederselo anche Allegri. Sullo sfondo, l’infortunio di Paulo Dybala: sta a vedere che…

Chiamatelo Re Mida, perché quel che tocca trasforma in oro. Federico Bernardeschi di mestiere fa il convertitore di fiducia. Se Allegri lo chiama in causa dal primo minuto, lui qualcosa combina: statene certi. Non lo siete? Ecco un dato: su 4 partite da titolare in Serie A, Fede ha messo a referto 3 gol e 1 assist. Senza dimenticare il primo gol in Champions League, da subentrato, contro l’Olympiacos. In due parole? Incisività e determinazione. Non esiste giocatore in Serie A che abbia la stessa voglia di dimostrare quanto sia forte, a se stesso prima che agli altri. È questione di fame, è questione di talento. Berna ha la “cattiveria” del predestinato, di chi ha la necessità di farsi trovare sempre pronto e le qualità dell’artista, di chi dipinge calcio. Il mix, esplosivo e letale, sarebbe imprescindibile per qualsiasi squadra d’Europa. Notato il condizionale?

Il “convertitore” Bernardeschi, nonostante lo straordinario rapporto minutaggio/rendimento/gol, non è ancora riuscito a ribaltare le severe gerarchie di Massimiliano Allegri. Il processo di ambientamento di Fede, per quanto riguarda Max, è ancora in pieno corso e non deve essere accelerato. Anche perché la coperta, in zona offensiva, è esageratamente lunga: data la presenza dei vari Mandzukic, Cuadrado, Douglas Costa, Dyba… ah no. Attenzione qui. L’improvviso stop della Joya potrebbe provocare una notevole variazione del Max copione. Allegri ha già dimostrato, nelle ultime settimane, di poter rinunciare a Paulo, passando al 4-3-3. Ciò non toglie che il 4-2-3-1, modulo che necessita di un giocatore che sappia giocare alle spalle della punta, sia abito ancora parecchio di moda dalle parti dello Stadium. E indovinate chi è l’ unico trequartista presente nella rosa della Juventus? Indovinato.