Buffon avvisa la Juve: «Se vedo una speranza, è nel continuare il lavoro di Spalletti fino in fondo. Capisco lo sfogo di Bremer ma...»
Hanno Detto

Buffon avvisa la Juve: «Se vedo una speranza, è nel continuare il lavoro di Spalletti fino in fondo. Capisco lo sfogo di Bremer ma…»

L’ex portiere della Juventus e della Nazionale italiana è intervenuto alla Gazzetta dello Sport per parlare anche della situazione in casa bianconera

Gianluigi Buffon è intervenuto alla Gazzetta dello Sport. Di seguito le parole dell’ex portiere della Juventus e della Nazionale italiana.

QUI: ULTIMISSIME JUVE LIVE, TUTTE LE NOTIZIE DEL GIORNO

GATTUSO – «Suggerito, non scelto: non ero il presidente e non credo lo sarò mai. Suggerito in maniera calda perché sapevo che avrebbe creato, col pochissimo tempo a disposizione, un rapporto con la squadra, dato empatia, senso di appartenenza e, al di là di tutti i pregiudizi e le etichette con cui combatte da sempre, sarebbe stato un ct competente. Era in panchina da dodici anni con esperienze e soprattutto il carisma perfetto per risollevare la Nazionale da quella situazione di crisi d’identità»

LAZIO – «La Lazio è una squadra rinvigorita. Si vede che dal suo arrivo è successo qualcosa, lui e il suo staff hanno trovato le parole giuste, la chiave. La Lazio ora ci crede: al di là di vincere o perdere sa che è una squadra, che ha coraggio, agonismo, idee, collaborazione. E si diverte. Merita complimenti, non crede?»

SCUDETTO – «Ad agosto la Lazio era tra nono e undicesimo posto: Milan, Inter, Juve, Roma, Como, Fiorentina, Napoli e Atalanta partono davanti. Se arriva tra le prime sette è un gran risultato, tra le prime sei grandissimo, in Champions sarebbe qualcosa di assoluto»

BOSNIA – «Sono nel calcio da trentacinque anni e qualcosa avrò visto. Ma giocando in casa della Bosnia, dove nel calcio d’oggi hai il 50 per cento di possibilità di vincere, in dieci per 80’, dopo aver sbagliato tre gol, e con un’espulsione gigantesca su Palestra non vista, davvero qualcuno può parlare di disastro? Fosse finita 1-0 avrebbero detto tutti che cuore, che difesa. Dopo i rigori, che fallimento. Penso abbia poco senso giudicare così»

BREMER – «L’ho fatto anch’io e sempre d’istinto. Non ho mai programmato una frase: ho pensato sul momento che fosse giusto parlare. Sapevo di dover essere io a dire certe cose. Capisco lo sfogo di Bremer. Quando si parla, però, devi sempre essere nella posizione di quello che dà di più e si può permettere certe stoccate, devi metterti in discussione per primo. Anch’io a volte avevo bisogno di essere preso in braccio»

JUVE IN CRISI – «Non sarà la più forte delle Juve, ma qualcuno sa che se togli Yildiz, Locatelli, Thuram, Ekhator, Milik, Grabara è come togliere Cannavaro, Buffon, Totti, Nesta e Pirlo all’Italia? Devi ricostruire e invece ti manca tutto. Luciano non cerca mai alibi, ma ha anche giocato tre giorni dopo Vigo e dopo un lungo viaggio con arrivo alle cinque di notte a Torino»

ESONERO SPALLETTI – «Se vedo una speranza, è nel continuare il lavoro di Spalletti fino in fondo. Se cambi cinque allenatori in quattro anni, il problema non può essere sempre e solo l’allenatore…»

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

×