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Capello: «Il blocco Inter in Nazionale è diverso da quello Juve…»

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Capello: «Il blocco Inter in Nazionale è diverso da quello Juve…». Le dichiarazioni dell’ex tecnico sulla nostra selezione

Fabio Capello, oggi talent di Sky e abituale commentatore su La Gazzetta dello Sport, due nazionali le ha guidate: l’Inghilterra e la Russia. Sul quotidiano rosa affronta di petto il tema di chi deve essere il prossimo Ct della Nazionale italiana.

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CONTE CONOSCE LA NAZIONALE – «E per lui sarebbe un punto a favore. Nel caso tornasse sulla panchina azzurra, saprebbe già cosa lo aspetta, anche se ovviamente lo scenario è cambiato rispetto a dieci anni fa».

TRE MONDIALI FUORI – «Peggio di così è praticamente impossibile fare, abbiamo toccato il fondo».

PER ALLEGRI SAREBBE UNA NUOVA AVVENTURA – «Max è un tipo sveglio, ci metterebbe poco a capire il meccanismo. Ma è chiaro che un minimo di tempo gli sarebbe necessario».

FARE IL CT INVECE DELL’ALLENATORE – «Non hai il rapporto quotidiano con i calciatori. E la cosa non è banale, perché hai meno controllo su cosa succede durante l’anno. Dagli infortuni allo stato di forma dei vari elementi, vivi tutto dall’esterno fino a quando i calciatori non sono in ritiro a Coverciano».

ALLEGRI FAREBBE FATICA A NON AVERE LA QUOTIDIANITA’ – «Non credo, sarebbe semplicemente differente. Come ho detto, Max è intelligente e capirebbe in fretta come muoversi. Chiaro però che all’inizio per lui sarebbe una novità, mentre per Antonio no. Allegri, invece, ha qualcosa in più a livello comunicativo e da ct è un aspetto molto importante. In passato, Conte è stato in alcune occasioni meno diplomatico».

CONTE NEL 2014-16 – «Positiva, fece sicuramente un Europeo all’altezza. Ma c’erano anche altri giocatori».

LA BBC NON C’E’ PIU’ – «E non c’è più un vero blocco di una squadra in Nazionale. In parte abbiamo quello dell’Inter, ma non così nutrito come capitò in passato».

L’IMPORTANZA DEL BLOCCO – «Guardi, è il primo consiglio che darei a qualsiasi ct: bisogna creare subito una base di giocatori, possibilmente puntando sul blocco di una squadra del campionato nazionale».

NON E’ FACILE AVERLO OGGI – «Lo so bene, le nostre difficoltà attuali nascono anche da qui. Il livello dei calciatori italiani è sceso e anche i club fanno fatica. Così, per un selezionatore il compito è molto complicato».

COSA CONSIGLIEREBBE AI DUE CANDIDATI – «La panchina dell’Italia non si prende o rifiuta per mere logiche di convenienza. È qualcosa che devi sentire dentro, perché quando parte l’inno di Mameli rappresenti il tuo Paese e non sei semplicemente al servizio di un club come nelle altre panchine. Perciò non posso suggerire una o l’altra cosa, è tutto strettamente personale».

LA PROPOSTA – «Potevo, avevo ricevuto l’offerta azzurra. Ma in quel momento non me la sentivo e perciò rifiutai».

PENTITO – «No, perché la Nazionale è questione di sentimento e responsabilità e se in quel preciso istante non sentivo di potermi mettere a disposizione sarebbe stato sbagliato farlo e accettare».

TROPPO RISCHIOSO OGGI FARE IL CT – «Allora non ci siamo capiti, il ragionamento da fare è se sentono dentro il fuoco di risollevare gli azzurri o meno. E quindi portare il peso della responsabilità. Anche se, me lo lasci dire, peggio di quello che abbiamo visto negli ultimi anni sarebbe difficile fare».

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