Hanno Detto
Caressa crede nella Juve: «Sono ottimista e spero che al ritorno ce la possa fare». Poi critica così le mosse sul mercato

Caressa sogna la rimonta della Juventus stile Atletico ma affonda il mercato per i troppi giocatori inadatti al livello richiesto
Fabio Caressa, attraverso il suo canale YouTube, ha analizzato il delicatissimo momento della Juventus all’indomani della disfatta di Istanbul, proiettandosi verso la gara di ritorno che richiederà un’impresa sportiva quasi impossibile. Il noto telecronista si è detto ottimista di natura, rievocando la storica rimonta per 3-0 contro l’Atletico di Madrid firmata da Cristiano Ronaldo. Un precedente che accende una speranza, seppur flebile, legata alla capacità dello Stadium di spingere la squadra oltre i propri limiti, anche se il confronto con la rosa di sette anni fa — composta da campioni del calibro di Chiellini, Pjanic, Matuidi e Mandzukic — appare oggi impietoso per personalità e spessore tecnico.
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L’analisi di Caressa si sposta poi sulla gestione tecnica, assolvendo in gran parte l’operato di Luciano Spalletti. L’allenatore toscano viene definito come un tecnico capace di migliorare i giocatori che ha a disposizione, citando i progressi evidenti di elementi come Weston McKennie, Manuel Locatelli, Andrea Cambiaso e Kenan Yildiz, oltre a un Teun Koopmeiners apparso in crescita prima del crollo collettivo in Turchia. Se questi elementi hanno risposto positivamente alle cure del tecnico, lo stesso non si può dire per i volti nuovi arrivati dalle recenti sessioni di mercato.
Il giudizio sui nuovi acquisti è tranciante: giocatori come Juan Cabal, Jonathan David, Lois Openda e Edon Zhegrovavengono messi pesantemente in discussione. Secondo il giornalista, se un allenatore che storicamente valorizza le risorse (come fatto con Emerson Palmieri o Juan Jesus in passato) non riesce a farli rendere, significa che questi calciatori non sono migliorabili e forse non sono da Juve. L’affondo finale è rivolto alla dirigenza e alle strategie di mercato: il disastro del 5-2, secondo Caressa, nasce dalle macerie delle ultime campagne acquisti, sollevando dubbi sui criteri con cui sono stati selezionati certi profili.
CARESSA – «Sono ottimista di natura e quindi penso e spero che la Juve con una grande partita ce la possa ancora fare. Ho nella memoria il 3-0 l’Atletico di Madrid. Allora mi sono andato a rivedere un po’ di cose così per curiosità. Tre gol di Ronaldo e questo già Cristiano basterebbe. La formazione era Szczesny, Cancelo, Bonucci, Chiellini, Spinazzola, Pjanic mezzo al campo con Matuidi e Emre Can, Bernardeschi, Mandzukić, Cristiano Ronaldo, poi sono entrati Kean e Dybala. Ora io capisco, sono passati 7 anni, bisognava rimettere a posto i conti, quello che volete. È stato preso Spalletti, un allenatore che migliora i giocatori che ha, quello che lo fa meglio forse con Gasperini, non so, vi faccio due nomi, Emerson Palmieri che arriva in nazionale, Juan Jesus è recuperato pienamente e in effetti qualcuno della Juve è migliorato. McKennie, Locatelli molto migliorato, Cambiaso un po’ in crescita, Yildiz sta crescendo anche lui Koopmeiners omunque meglio dell’anno scorso in diverse posizioni, era addirittura benissimo nel primo tempo, ma poi Cabal, David, Openda, Zhegrova, lo stesso Conceicao sì, dà un po’ di fantasia, ma tre gol e un assist. I numeri contano per gli attaccanti, Giaro che è andato via. Allora, se non riesce a migliorarli uno come Spalletti, forse non sonomigliorabili. E allora chi li ha presi? In base a quale criterio sono stati presi? La partita di ieri nasce anche dalle macerie delle ultime campagne acquisti»