La centralità di Pjanic, la crescita di Dybala: l'analisi tattica
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La centralità di Pjanic, la crescita di Dybala: l’analisi tattica

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La centralità di Pjanic, la crescita di Dybala col calo degli avversari. L’analisi tattica di Juve Spal

È terminata 2-0 la sfida Juve Spal, valida per la sesta giornata del campionato di Serie A. Una partita che ha evidenziato alcuni spunti tattici, con Pjanic e Dybala sotto la lente di ingrandimento.

La crescita di Paulo Dybala

Nonostante il dominio nel finale, per un tempo la Juve ha sofferto nel costruire occasioni pulite. Sarri sperava di replicare il fraseggio interno e il sovraccarico tra le linee visto contro il Brescia, ma il 532 della Spal ha ben coperto gli spazi centrali. Con l’assenza di spinta dai terzini, i bianconeri hanno quindi tentato di sfondare al centro, senza però troppa fortuna. Un po’ per merito degli avversari, un po’ per ritmi troppo bassi ed eccessiva piattezza negli smarcamenti. L’attenzione difensiva della Spal è però nettamente calata nella ripresa, con la Juve che ha trovato molti più spazi tra le linee, riuscendo costantemente a servire Dybala in situazioni pericolose. Inoltre, nel finale la Joya ha aggredito l’area con più convinzione

Matuidi cambia la fase offensiva della Juve

Nel rombo è fondamentale l’apporto dei terzini, a loro spetta la copertura dell’ampiezza. Se si sbagliano i movimenti, si è molto scoperti in fascia. A maggior ragione, da esterno basso adattato, Matuidi è stato molto prudente a sinistra.  Raramente si è sovrapposto (in una delle poche volte si è arrivati al gol), ma il suo apporto in fase difensiva è stato determinante, proteggendo la Juve nelle transizioni. Considerando che è stato bloccato, spesso i bianconeri hanno sviluppato la manovra prevalentemente sul centro-destra, con tanti giocatori vicini tra loro. La catena mancina capitava che fosse svuotata.

Pjanic e l’altezza della riconquista

Pjanic è stato senza dubbio il protagonista principale della vittoria della Juve, non solo per il bellissimo gol. La mole di palloni giocata è impressionante (123 tocchi): i suoi filtranti, soprattutto nella ripresa, hanno costantemente trovato l’uomo tra le linee, e nella prima frazione aveva messo Ronaldo solo davanti al portiere con un lancio meraviglioso. Inoltre, compie un lavoro difensivo spesso sottovalutato: nella ripresa, i suoi costanti intercetti e la copertura delle linee di passaggio hanno consentito alla Juve di recupera palla molto in avanti.

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