Come giocherà la Juventus Under 23 di Fabio Pecchia

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Come giocherà la Juventus Under 23 di Fabio Pecchia: l’analisi tattica reparto per reparto

(di Jacopo Azzolini) – Nella sua finora breve carriera da allenatore, Fabio Pecchia ha cercato di adattarsi al contesto delle sue squadre. Ne è una prova la sua esperienza da tecnico del Verona: in Serie B, con una squadra nettamente più forte della concorrenza, ha impostato un 433 assai propositivo con diversi princìpi di Benitez (allenatore a cui aveva fatto da vice a Napoli, Madrid e Newcastle). In Serie A, dopo un iniziale periodo di assestamento, è poi passato a un 442 molto attendista che lasciava la palla agli avversari, col tentativo di offendere in transizione e in spazi larghi.

Difesa

Pecchia è un allenatore che se ne ha la possibilità cerca di impostare una difesa propositiva nella gestione della palla. Da segnalare l’atteggiamento dei terzini, che occupano una posizione molto alta per dare ampiezza a profondità, stando il più possibile nella metà campo avversaria. Si dà tanto peso anche al portiere nella prima costruzione. Tuttavia, dopo le grandi difficoltà nella prima parte della stagione 2017-2018, l’avvio di azione è diventato molto più diretto, coi difensori che lanciavano spesso lungo alla ricerca della prima punta (Petkovic), nella speranza poi di prevalere sulle seconde palle.

Centrocampo

L’impostazione del centrocampo delle squadre di Pecchia cambia molto a prescindere dal contesto. Se l’intenzione è quella di gestire il possesso, l’allenatore schiera una mediana a 3 con giocatori di qualità e estro per controllare la palla. Se invece si sceglie di offendere con un 4231 basato su rapide e dirette verticalizzazioni, si tende a “svuotare” il centrocampo. In quel caso, più che per il palleggio, i due mediani sono necessari come protezione della difesa, per coprire la squadra in transizione negativa quando gli avversari ripartono.

Attacco

Se non ha abbastanza qualità per gestire la palla, Pecchia in attacco schiera giocatori fisici e veloci, per poter pungere in contropiede. Non è un caso che a Verona ci abbia messo poco ad accantonare un finalizzatore come Pazzini, preferendogli Petkovic, Verde, Matos e Kean. In questi casi, in cui non si arriva nella trequarti avversaria con un palleggio particolarmente elaborato, è decisivo il ruolo della prima punta: queste deve venire incontro sui lanci che arrivano da dietro, vincendo i duelli fisici e consentendo così alla squadra di consolidare il possesso in avanti. Inoltre, deve essere bravo ad aggredire la profondità quando ce ne è l’occasione.