Comunicato Curva Sud: «Andremo ad Amsterdam, non siamo burattini»

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Con un duro comunicato la Curva Sud ha voluto alzare la voce nei confronti della società. «Non ci piegheranno mai», questo il titolo dell’annuncio

Con un duro comunicato la Curva Sud ha voluto alzare la voce nei confronti della società dopo le ultime polemiche.

IL COMUNICATO – «Sembra di vivere in un mondo che va al contrario. Ovunque. I tifosi più calorosi e fedeli vengono considerati un patrimonio della società per la quale tifano, mentre da noi, e solo da noi, la nostra presenza viene vissuta come un fastidio. Eppure ci sarebbero tutte le possibilità di comprendere che la strada intrapresa rappresenti un punto di non ritorno.

Noi non accettiamo nessun diktat da chi ha come massima concezione di coreografia l’esposizione di bandierine realizzare con del materiale simile ai sacchetti della spazzatura: noi non ci pieghiamo a chi per anni ha imposto “diritti di segreteria” sui biglietti (e noi saremmo i cattivi?): noi non prendiamo lezioni di coerenza da chi rivendica i 36 scudetti per poi coprirli all’arrivo di Tavecchio e della sua banda, riproponendoli prontamente alla loro dipartita. Noi non possiamo renderci partecipi di un meccanismo che vuole mettere tifosi juventini contro altri tifosi juventini: noi respingiamo le accuse di chi insinua che la nostra presa di posizione sia dovuta al fatto che abbiamo tolto la bancarella quando i proventi da essa derivanti servivano all’autofinanziamento del gruppo (bandieroni, aste, striscioni, e non ultimo le sempre più onerose trasferte). 

Se per andare in trasferta dobbiamo prostrarci ed essere dei burattini, preferiamo andare controcorrente e contrapporci a qualsiasi imposizione e abuso.

Noi saremo comunque ad Amsterdam, non abbandoneremo la maglia che amiamo e che abbiamo sostenuto anche quando nei settori ospiti c’erano vuoti così larghi da non credere, occupati oggigiorno dagli stessi assenti di ieri. Un modo per entrare lo troveremo, anche a costo di mischiarci nei settori riservati ai tifosi dell’Ajax. 

Ma questi signori che oggi impongono il diktat, il 1 luglio 2006, giorno dell’adunata bianconera, dov’erano?

Popolo juventino, apri gli occhi!».