
Sergio Conceicao in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ ritorna sulle ultime vicende che hanno riguardo il figlio. Le sue parole
Riflettendo sulle prestazioni e sulle dinamiche che coinvolgono Conceiçao, il padre Sergio analizza ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ prima di tutto l’episodio del nervosismo mostrato durante la sostituzione in Europa League. Dal suo punto di vista, la gestione del gruppo da parte dell’allenatore resta prioritaria, ma è importante comprendere l’atteggiamento dei calciatori agonisti: «Partiamo da un principio chiaro: l’allenatore ha sempre ragione. Se Spalletti ha pensato che fosse meglio fare quella sostituzione, avrà avuto i suoi motivi. Però va anche capita la frustrazione di un calciatore che voleva dare di più».
Proseguendo nella sua disamina sul fuglio, l’ex tecnico ci tiene a sottolineare la sua prospettiva professionale: «Il mio pensiero da allenatore. Nella mia squadra voglio sempre un giocatore che ha personalità e si arrabbia per una sostituzione piuttosto di uno a cui non importa nulla. Sono episodi che si vedono spesso nel calcio, magari non bellissimi, ma non vanno nemmeno ingigantiti».
ULTIMISSIME JUVE LIVE: TUTTE LE NOTIZIE
Analizzando poi il rendimento sul campo e la considerazione mediatica che gravita attorno a Conceiçao, emerge una critica diretta verso i giudizi troppo severi: «Su Chico c’è una narrativa che non mi piace: è un’ala, mica un centravanti. Tutto il lavoro che fa sia a livello offensivo che difensivo per i compagni non viene valorizzato: crea superiorità, corre, dribbla, apre spazi... Quando gioca bene o fa gol si dice sempre che può dare di più, mentre se non segna giù critiche. Ok il bastone, ma ogni tanto non farebbe male pure un po’ di carota». Aggiungendo un tocco d’ironia sul doppio ruolo di genitore e allenatore ribadisce: «Ancora? No, è il mio giudizio da tecnico e badate bene che l’ho anche allenato. Perché da padre, invece, mi arrabbio con lui ogni volta che tira e non fa gol».
Infine, allargando lo sguardo al percorso complessivo della Juventus e alla guida di Luciano Spalletti, la valutazione complessiva rimane positiva e fiduciosa per il futuro: «Credo che Luciano sappia di avere un gruppo di qualità, ma ancora giovane. Per questo prova a variare spesso, per cercare di dare identità ed equilibrio alla squadra. Poi ci vogliono i risultati, naturalmente. Ma Spalletti a me piace molto: è un tipo metodico, sa lavorare con i giovani, far capire loro cosa significa giocare alla Juve».