Conferenza stampa Mazzarri: «Per battere la Juve ci serve anche fortuna»
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Conferenza stampa Mazzarri: «Per battere la Juve ci serve anche fortuna»

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Conferenza stampa Mazzarri: «Per battere la Juve ci serve anche fortuna». Le parole alla vigilia del big match

Mazzarri alla vigilia di Juve Napoli ha parlato in conferenza stampa per presentare il big match dello Stadium valido per la 15° giornata di Serie A.

IL SIGNIFICATO DI JUVE NAPOLI – «Credo che da quando sono arrivato ci siamo resi conto che al primo errore prendiamo subito gol, stiamo cercando di intervenire. Voglio dare, come in passato più equilibrio alla squadra. Attaccare bene come nel primo tempo con l’Inter e non concedere queste ripartenze clamorose che hanno caratterizzato la squadra anche prima del mio arrivo. Le squadre di vertice devono avere un equilibrio, essere solide, non prende tanti gol e poi sentirsi importanti e fare le giocate davanti che sappiamo fare. Questo è il mio compito, pensando partita dopo partita, inutile fare troppi discorsi, iniziamo a vincere le partite e prendere pochi gol, come nel primo tempo con l’Inter. Juve-Napoli sapete cosa rappresenta, la squadra che ha vinto lo Scudetto, una delle più forti italiane, è una gara di rilievo. Niente di particolare per me, è importantissima e dobbiamo farla bene anche per capire se abbiamo certi progressi. Non vedo altre cose da poter dire».

COSA VUOLE CAMBIARE – «Non voglio più fare ingenuità a livello di comunicazione come ho fatto in passato. Non voglio dire cose che potrebbero ledere la professionalità di chi ha lavorato prima di me. Tengo per me certe valutazioni, restano solo nello spogliatoio».

L’ANIMA DEL NAPOLI – «L’anima ci vuole sempre e ci deve essere e i ragazzi finora mi hanno dimostrato che stanno dando l’anima. L’importante è che siano convinti di quello che l’allenatore propone e io vedo un forte legame verso di me. Ho la sensazione che abbiamo iniziato un percorso.»

LA DIFESA – «L’anno scorso il Napoli subiva poche ripartenze, e sto lavorando anche io su questo aspetto. Con l’Inter nel primo tempo meritavamo noi. Natan a sinistra? Se avrò il tempo di lavorare con lui è l’unico che lo può fare in mancanza di terzini. Ha tecnica, gamba ed è più giovane di Jesus.»

MARIO RUI E OSIMHEN – «Per la Juve Mario Rui sicuramente non c’è, vediamo per Braga. Osimhen è fermo da tanto, normale che prima che ritrovi la condizione migliore ci voglia tempo ma anche non al 100% mi dà belle garanzie».

LA MANCANZA DI KIM – «Quando uno è da tanti anni nel calcio come me sa come funziona. Qualsiasi cosa io dica significherebbe trovare delle scuse. Se parlo è normale dire ciò che penso, sono fatto così, altrimenti non vengo neanche. Devo avere tempo per capire se con i miei allenamenti possiamo tenere quell’atteggiamento anche senza Kim, ma tutto passa dal lavoro per poter capire. Se mi dovessi accorgere che quello che hai detto è realtà, dovrò trovare un modo di fare calcio con accorgimenti diversi. Lo dicevo già anni fa, per un allenatore che subentra c’è una raccolta dati, è un processo, serve un po’ di pazienza».

COSA GLI LASCIA LA SCONFITTA CON L’INTER – «Quando arriveremo a fine di questo mese, se la società mi ascolterà… avrò più il polso della situazione e dirò cosa eventualmente poter fare. Dopo un mese e mezzo posso essere più cosciente nel dare indicazioni. Sulla partita, io al 45′ ero contentissimo. Essere in vantaggio o in svantaggio cambia la partita, per capire davvero se c’è stato un calo bisogna considerare anche il livello psicologico. Essere campioni e ritrovarsi a perdere gare in casa può essere anche un discorso psicologico per spiegare questi cali o chiamiamoli sbandamenti. Può essere anche la testa, datemi il tempo e spero di allenarla di più».

SU COSA STA LAVORANDO – «Col tempo si migliora, se studi in continuazione e ti aggiorni… io penso che siamo sulla strada giusta ma devo attendere le verifiche. Affrontiamo tutte le migliori ed il Real anche la migliore in Europa. Sono gare particolari, vedremo, sono convinto che si può fare bene. I ragazzi mi seguono e serve anche un po’ di fortuna negli episodi per ritrovare morale».

POCA CONCRETEZZA – «Serve lucidità dei giocatori. A volte noi allenatori ce ne accorgiamo e parliamo di brillantezza: per fare gol serve quel guizzo e quella lucidità che ora manca e c’è l’aspetto mentale della tranquillità. Ci sta un contraccolpo anche psicologico e ci sono tante componenti che sto cercando di capire velocemente. Stiamo facendo vedere che non siamo sfilacciati per 90′, quando attacchiamo pure. Anche per il recupero immediato, di cui tanto si parla, restando corti e al di là dell’azione col fallo di Lobotka non ho visto contropiedi clamorosi contro la squadra più forte in questo momento»

COME SI BATTE LA JUVE – «Essere più compatti, fare meno errori sotto porta, non prendere ripartenze come prima del mio arrivo ed essere concreti sotto porta. Ed un pizzico di fortuna, credetemi, a volte ti gira tutto male, un episodio ti fa svoltare. Se vediamo le rose dell’anno scorso non ci sta, ma quest’anno siamo in ritardo, è così, parla la classifica ma quel primo tempo con l’Inter contro la migliore… non ha dimostrato di essere inferiore anzi il Napoli meritava di chiudere avanti il primo tempo».

CAMBIO DI POSIZIONE DI KVARATSKHELIA – «Domanda interessante. Una squadra che vince lo Scudetto, con gli attori principali così ormai conosciuti, vengono attenzionati maggiormente ed era prevedibile da parte degli allenatori avversari. Perciò bisogna metterli in condizione di non essere raddoppiati sempre e quindi deve spostarsi ogni tanto venendo dentro al campo e si trovano soluzioni per liberarlo dalle marcature. Ma se vanno in 3 su Kvara, significa che un paio sono liberi e dobbiamo far bene anche con gli altri che ci vanno dietro. La squadra deve capire che se sono chiusi i due più rappresentativi, si va con gli altri».

LINDSTROM – «Ho visto un po’ di filmati di lui con la squadra precedente, per capire meglio dove può essere impiegato. Era importante con la squadra precedente, ma qui c’è un modulo consolidato, devo capire dove può rendere di più ma ha belle qualità e ora inizia a star bene perché è rientrato da 6-8 giorni».

MASAS IN SERIE B DOPO NAPOLI INTER – «E’ un Mazzarri nuovo, sono stato fermo per ripulirmi del passato, non voglio più essere quello che parla di arbitri. Anche le prossime volte non parlerò degli arbitri, il Mazzarri vecchio è in pensione. Preferisco fare come domenica e non venire perché immaginavo si sarebbe parlato di quello. Vorrei parlare solo della squadra».

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