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Conte: «Ho rovesciato la monarchia Juve. Senza di me sarebbe ancora lì»

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Conte: «Ho rovesciato la monarchia Juve. Senza di me sarebbe ancora lì». Le dichiarazioni del tecnico del Tottenham

Antonio Conte ha parlato anche di Juventus nell’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport.

TOTTENHAM – «Solo il fascino della Premier poteva convincermi a tornare in pista così presto. Quando il presidente Levy mi ha cercato la prima volta a giugno, l’avevo ringraziato ma non me l’ero sentita. Il biennio con l’Inter premiato con uno scudetto di cui nel tempo si capirà meglio la straordinarietà per la mole di lavoro svolta in soli due anni per vincerlo, abbattendo l’egemonia della Juve, aveva lasciato tante tossine da smaltire. Un lavoro totalizzante e durissimo, culminato nella gioia per il risultato raggiunto, ma anche nella grande delusione per il cambio di programmi e prospettive che hanno portato alla separazione. Avevo bisogno di staccare la spina. Ma quando Levy è tornato alla carica mi ha convinto dimostrando di volermi a tutti i costi.Nel suo progetto ho percepito la visione. Una parola a me molto cara…».

AMBIZIONE – «Parlo dell’ambizione e della voglia di eccellere che la proprietà ha già messo in atto, dotando la società di strutture incredibili. Dallo stadio che è un gioiello di modernità e comfort, costato un miliardo di euro, a un centro sportivo da restare a bocca aperta: senza dubbio il migliore che io abbia mai visto. Ho pensato che una realtà così organizzata meritasse risultati sportivi in linea. Ho visto davanti a me la sfida, si è accesa nei miei occhi la luce che mi fa moltiplicare le energie. Ora però abbiamo due gap da colmare».

OBIETTIVI – «Il primo è interno: una squadra all’altezza di queste infrastrutture. Il secondo è esterno: essere all’altezza dei top club della Premier».

PARATICI – «È stato sicuramente un elemento importante in più. Sapere di lavorare con chi ti conosce bene e ha qualità e ambizioni aiuta molto».

CAPOLAVORO DELLA CARRIERA – «Ricreare il ciclo della Juve è stato duro, perché ce la giocavamo contro il Milan di Ibra, Nesta e Thiago Silva; contro l’Inter del Triplete e il Napoli di Cavani, Lavezzi e Hamsik… Ma il vero capolavoro è stato o scudetto con l’Inter. In due anni abbiamo rovesciato una monarchia sportiva. Se non ci fossimo stati noi a interrompere il ciclo bianconero, la Juve sarebbe ancora lì davanti. Quando batti qualcuno, ne mini le certezze».

ADDIO RONALDO E ADDIO LUKAKU – «Sono situazioni diverse. Ma quando si crea l’opportunità di tornare da protagonisti inPremier è difficile dire no. Sicuramente la loro partenza ha impoverito il calcio italiano. Sono due stelle».