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Elkann negli spogliatoi insieme al figlio Oceano dopo Juve Napoli: cosa ha detto a Spalletti e a alla squadra

Elkann negli spogliatoi insieme al figlio Oceano dopo Juve Napoli: cosa ha detto a Spalletti e alla squadra il numero uno di Exor
Il trionfo della Juventus sul Napoli non è solo una questione di tre punti, ma il manifesto di una ritrovata sintonia tra campo, panchina e proprietà. Come riportato da Tuttosport, il clima di euforia ha trovato il suo culmine negli spogliatoi dell’Allianz Stadium, dove John Elkann, accompagnato dal figlio Oceano, ha voluto congratularsi personalmente con il gruppo. Il legame tra la proprietà e Luciano Spalletti è descritto ai massimi storici, un rapporto destinato a diventare la colonna portante del futuro bianconero.
La fiducia e l’evoluzione di David
Nonostante il successo, l’attenzione resta alta sulla crescita dei singoli. Jonathan David, autore di un’altra rete pesantissima dopo il penalty sbagliato in precedenza, ha voluto sottolineare l’importanza della guida tecnica nel suo processo di maturazione:
«In questa stagione percepisco di essere migliorato, la crescita si vede anche attraverso le prestazioni della squadra. Dopo il rigore fallito ho avvertito tutta la fiducia di Spalletti, ed è stato un momento decisivo».
L’appello per il mercato: serve il “numero 9” fisico
Tuttavia, Spalletti non si accontenta e continua a mandare segnali precisi alla società in vista della chiusura del mercato. Se da un lato esalta il killer instinct del suo attaccante canadese, dall’altro evidenzia una lacuna strutturale che potrebbe frenare le ambizioni della squadra. Per il tecnico toscano, la perfezione offensiva richiede un profilo differente, capace di offrire una soluzione fisica contro le difese chiuse:
«David è un calciatore fortissimo dentro l’area di rigore, come finalizzazione. Lui è stato bravo perché lì non ci sono spazi liberi, ci sono spazi strappati agli avversari e lui si è strappato questo spazio. Lì non ci sono tempi di gioco, ci sono gli istanti di gioco. In area di rigore si deve leggere il momento. Poi c’è la punta, come Hojlund, che gli scaraventano la palla addosso, la rende giocabile e lì la squadra deve fare 100 metri per andare a ricomporsi in area di rigore. E questo noi non ce l’abbiamo. Per cui va bene David per il gol, ma si va al di là della ricerca, ci vuole anche quello che prende palla addosso e fa a sportellate col difensore centrale».
La Juventus è dunque avvisata: per completare il capolavoro di Spalletti, serve quel centravanti d’urto in grado di “pulire” i palloni sporchi e far risalire la squadra nei momenti di sofferenza.
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