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Frattesi e Raspadori osservati speciali. Da Marchisio a Dybala: cosa li lega alla Juve

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Frattesi e Raspadori osservati speciali all’Allianz Stadium. Da Marchisio a Dybala: cosa lega i due gioielli del Sassuolo alla Juve

Dalle tribune dell’Allianz Stadium, gli occhi della dirigenza della Juventus saranno catturati da due gioiellini del Sassuolo, in campo questa sera nei quarti di Coppa Italia. Davide Frattesi e Giacomo Raspadori piacciono al club bianconero, da tempo: e non sono gli unici sulle loro tracce, visto che l’Inter tesse da diverse settimane la tela col Sassuolo per “prenotare” i due talenti in vista di giugno. La Juve monitora attentamente le rispettive situazioni, in una sorta di remake del colpo Locatelli della passata estate. Vlahovic a gennaio ha riempito tutte le caselle in attacco: non è da escludere, però, un affondo per Raspadori nel caso in cui parta qualcuno davanti a giugno. Due nomi da tenere in grande considerazione per età, pianificazione e sguardo Juve verso il futuro. Loro comunque un legame con i bianconeri lo hanno già…

In un’intervista del 29 ottobre 2021 a La Gazzetta dello Sport, Frattesi fece questa confessione subito dopo il gol messo a segno a Torino (Juve-Sassuolo 1-2): «Reazione della famiglia al gol alla Juve? Mamma mi ha fatto un sorriso gigantesco. L’ho abbracciata e le ho detto: “Pensa al nonno, era juventino, chissà come l’avrebbe presa”». E poi chi, se non Marchisio, rappresenta il DNA Juve? «Il mio soprannome ‘Principino’? È stata nonna Stefania a chiamarmi così perché dice che assomiglio a Marchisio. Magari… Al momento ho realizzato circa un milionesimo di quanto ha fatto lui. Claudio è un esempio, una delle persone del mondo del calcio che più mi è rimasta dentro. Lo conobbi anni fa, quando ero alla Roma. Spalletti mi portò in panchina contro la Juve (14-5-2017, ndr), chiesi la maglietta a Marchisio e lui volle la mia. “E che te ne fai?” gli dissi. Ieri mi ha scritto un messaggio per farmi i complimenti: bello».

Raspadori invece, in una lettera a Cronache di Spogliatoio, raccontò un bell’aneddoto legato a Paulo Dybala: «È stato un signore. Un vero e proprio gentleman. Allo Stadium la partita era appena finita e io volevo a tutti i costi la sua 10. Mentre tutti si salutavano, mi sono diretto verso Paulo e – un po’ imbarazzato, sì, perché non sono introverso ma non ho il cuore di pietra – gli ho chiesto: ‘Scusa se ti disturbo, potrei avere la tua maglia?’. Lui mi ha sorriso, rispondendo: ‘Certo, però mi dai la tua?’. Sono rimasto colpito: non avevo ancora esordito in Serie A, ero il Signor Nessuno nel vero senso della parola. Non smetterò mai di ringraziarlo per ciò che mi ha fatto vivere in quel momento. Mi tolsi il giaccone, mi spogliai e gliela diedi. Io ero il ragazzo più felice del mondo, e anche lui mi sembrava soddisfatto. Chissà dove l’ha messa. Fu un grande regalo da parte di Dybala». Storie di legami e incroci con il mondo Juventus: ma per il futuro è tutto da scrivere nei prossimi mesi.