Gasperini rompe il silenzio sulla Juventus: «Se ho rifiutato la panchina dei bianconeri? Al massimo posso dire questo»
Calciomercato Juve

Gasperini rompe il silenzio sulla Juventus: «Se ho rifiutato la panchina dei bianconeri? Al massimo posso dire questo»

Gasperini risponde con una battuta sulle voci che lo accostavano alla Juve e ripercorre le tappe tra l’esonero dall’Inter e le ambizioni scudetto con la Roma

Dalla sua tenuta nel Monferrato, dove ha presentato il suo nuovo vino “Freisa 343”, il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini è tornato a parlare a tutto campo ai microfoni del Corriere di Bergamo. Tra i temi caldi affrontati dall’allenatore figura inevitabilmente il presunto rifiuto alla Juventus risalente alla scorsa stagione: sollecitato sull’ipotesi di aver detto no alla chiamata dei bianconeri, il mister si è limitato a un emblematico “No comment” accompagnato da una risata, prima di aggiungere come la scelta di lasciare l’Atalanta sia maturata solo quando ha compreso di aver raggiunto il massimo livello Umano e professionale a Bergamo.

Nel corso della lunga intervista, il tecnico ha ripercorso i momenti più complessi della propria carriera, ammettendo di aver vacillato dopo l’esonero dall’Inter, definito senza mezzi termini come il punto più basso dal quale è stato capace di rialzarsi grazie alla fiducia e alla continuità garantitegli dall’Atalanta in nove anni straordinari conditi dalla conquista dell’Europa League.

QUI: ULTIMISSIME JUVE LIVE, TUTTE LE NOTIZIE DEL GIORNO

JUVE – «Un anno fa ho rifiutato la Juve? No comment (ride, ndr). Al limite, posso riconoscere che ho lasciato l’Atalanta nel momento in cui ho realizzato che non era umanamente possibile fare di più. Non solo e non tanto per l’Europa League vinta, ma per la qualità del gioco e per la costanza dei piazzamenti in zona Champions conquistati in nove anni. Un mio ritorno a Bergamo? E chi può escluderlo? Una cosa è certa: la mia casa a Bergamo non l’ho venduta»

ROMA E INTER – «Lo Scudetto con la Roma? Il nostro piano prevedeva di arrivarci in tre anni. Non ci dispiacerebbe anticipare. Però siamo consapevoli che la strada è lunga. Nel football non esistono vie diritte o percorsi netti. Ci saranno alti e bassi. Se riusciremo a gestirli, chissà… Ho mai dubitato delle mie idee? Certo che sì. Ho vacillato varie volte. L’esonero dall’Inter è stato forse il momento peggiore. Però ho saputo rialzarmi. E devo tanto all’Atalanta, che ha continuato a darmi fiducia, anche quando i risultati non arrivavano»

“Il 3-4-3 è sempre stato il modulo di riferimento, sebbene lo abbia declinato in modalità differenti nell’arco della carriera. In Italia non ha mai avuto fortuna. L’ho importato dall’estero, dall’Olanda in particolare. La Freisa 343 non è frizzante, altrimenti la schiererei in attacco. La vedrei meglio in mezzo al campo, a dettare i tempi.”

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

×