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Ibrahimovic: «Calciopoli? Scudetti della Juve, nessuno ce li può togliere»

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Ibrahimovic: «Calciopoli? Scudetti della Juve, nessuno ce li toglierà». Le dichiarazioni dell’ex attaccante bianconero

C’è tanta Juventus nell’intervista rilasciata da Zlatan Ibrahimovic al Corriere della Sera.

CAPELLO – «Capello mi ha insegnato a badare al gol. E mi ha massacrato, di continuo. Un uomo molto duro. Il primo giorno, dopo la conferenza stampa, i festeggiamenti e tutto, entro nello spogliatoio, lui sta leggendo la Gazzetta dello Sport, e io bello gasato gli faccio: “Buongiorno mister!”. Lui non posa il giornale. Resto un quarto d’ora lì, con la Rosea in faccia. Poi Capello si alza, chiude il Gazzettone, e se ne va, senza dirmi una parola. Come se non esistessi».

MOGGI – «Con me è stato il top».

SCUDETTI REVOCATI ALLA JUVE – «Quegli scudetti li abbiamo vinti, e nessuno ce li può togliere. Nessuno può cancellare il sudore, la fatica, la sofferenza, gli infortuni, i gol. Per questo, quando dicono che in carriera ho vinto undici scudetti, li correggo: sono tredici. Moggi era uno che incuteva soggezione, anche se nona me. Come Berlusconi».

MESSI O RONALDO – «Fortissimi entrambi. DicoMessi anche perché abbiamo giocato insieme».

SCONTRO CON ALLEGRI – «Avevamo perso 3 a 0 con l’Arsenal, e lui era tutto contento. È vero che avevamo passato il turno, ma non c’era nulla da ridere, e gliel’ho fatto notare. E lui? Mi ha detto: “Tu Ibra pensa a te, che hai fatto cagare”. Gli ho ribattuto che aveva fatto cagare lui: per paura si era portato due portieri in panchina… Allegri è bravissimo a gestire lo spogliatoio, ma doveva avere più coraggio: andare al Real Madrid, misurarsi con l’estero. Invece ha fatto la scelta comoda».