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Incontro Elkann Ferrero, cresce l’attesa per il vertice societario: i temi sul tavolo e cosa potrebbe succedere in casa Juve

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Incontro Elkann Ferrero, il vertice previsto per la settimana prossima potrebbe delineare il futuro della Juve e, in particolare, quello di Comolli

Nel momento più cruciale e delicato dell’anno, la Juventus si trova a gestire una pressione mediatica e sportiva altissima. Con l’ultimo turno di campionato alle porte, il club bianconero deve fare i conti con un bilancio tecnico ed economico tutt’altro che sereno. In questo scenario di forte incertezza, l’unica vera ancora di salvezza istituzionale è rappresentata da Giorgio Chiellini. L’ex capitano, rientrato a Torino nel 2024 dopo la parentesi negli Stati Uniti, ha scalato rapidamente le gerarchie societarie, diventando un punto di riferimento fondamentale per la dirigenza e per l’allenatore Luciano Spalletti, specialmente dopo i recenti passaggi a vuoto contro Fiorentina e Verona.

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Tuttavia, i veri nodi strutturali verranno sciolti soltanto nei prossimi giorni. Subito dopo il fischio finale del derby contro il Torino, i vertici della proprietà si riuniranno per un summit che si preannuncia infuocato. Come riferito da La Gazzetta dello Sport, gli occhi di tutti sono puntati sull’incontro fra Elkann e Ferrero, un vertice societario decisivo che stabilirà le linee guida commerciali e sportive per le stagioni a venire. Durante questo faccia a faccia, l’amministratore delegato di Exor e il presidente della Juventus dovranno analizzare i danni finanziari di un’eventuale mancata qualificazione alla prossima Champions League, uno scenario horror che comporterebbe un buco di bilancio stimato tra i 55 e i 60 milioni di euro.

Al centro dell’incontro ci sarà inevitabilmente anche il rendimento di Damien Comolli. L’ad è finito sul banco degli imputati a causa di investimenti che non hanno fruttato i risultati sperati. Sebbene la stima della proprietà verso il manager francese rimanga intatta, il rischio di un ridimensionamento europeo evoca lo spettro del biennio nerissimo 2010-2011, un paragone che la piazza non potrebbe tollerare.

Per evitare un nuovo collasso identitario, la transizione operativa vedrà Chiellini sempre più centrale, con l’obiettivo di trasformarlo in un dirigente di respiro internazionale sul modello gestionale di Rummenigge o Van der Sar. Il primo tassello per la continuità sarà blindare Luciano Spalletti, tecnico fortemente sostenuto dall’ex difensore e già confermato pubblicamente da Elkann.

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