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Juve, la stagione è un flop! Allegri e giocatori: di chi sono le responsabilità

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Juve, la stagione è un flop! Allegri e giocatori: di chi sono le responsabilità dell’annata di delusioni dei bianconeri

La sconfitta della Juve ai tempi supplementari contro l’Inter nella finale di Coppa Italia ha messo la pietra tombale su un ciclo ininterrotto di vittorie e trofei lungo ben 10 anni. E su una stagione che, per forza di cose, è da considerare come la più deludente del decennio.

Dopo Sarri e Pirlo, la società l’estate scorsa è tornata sui suoi passi e ha richiamato Allegri in panchina con la speranza che, grazie al suo passato vincente e alla sua esperienza, potesse rimettere in piedi una squadra che già da 2-3 stagioni iniziava a dare segnali di cedimento. I risultati non gli hanno dato ragione perché sono stati al di sotto delle aspettative in ogni ambito, dal campionato alla Champions League passando per la Coppa Italia, mettendo in evidenza un grande gap tra i bianconeri e le prime in Serie A e in Europa. Ma di chi sono le responsabilità di questo tracollo culminato col 2-4  dell’Olimpico in finale con l’Inter?

Da una parte ci sono le responsabilità evidenti di Allegri. L’allenatore della Juve non è riuscito non solo un gioco, ma anche un’anima e un’identità precisa alla Vecchia Signora. Probabilmente nemmeno lui si aspettava di trovare così tante difficoltà nella ricostruzione bianconera dopo l’addio di Ronaldo, ma, volente o nolente, ha contribuito al disastro stagionale bianconero. Una prova sul campo è arrivata ieri, quando dopo il 2-1 di Vlahovic la Juve ha iniziato ad arretrare invece che spingere per cercare il colpo del ko. Il cambio Bonucci-Bernardeschi al 67’ ha sancito la chiara volontà di Allegri di difendere il risultato e lasciare il pallino in mano ai ragazzi di Inzaghi. Mosse del genere rimandano alla sua prima gestione, quando negli ultimi minuti di partita inseriva un difensore al posto di un attaccante per proteggersi. Ieri, però, la sostituzione ha spento la squadra che poi, dopo il 2-2 (rigore dubbio?), non ha avuto la forza di reagire ai tempi supplementari. La posizione di Allegri è ferrea perché il contratto parla chiaro (quadriennale da 7 milioni). Il prossimo anno, però, c’è bisogno di un deciso cambio di mentalità perché il corto muso non è più proponibile per la Juve.

D’altra parte, ci sono responsabilità da attribuire anche ai giocatori. Ieri De Ligt è incappato in una giornata “no” rendendosi, a suo modo, protagonista dei due episodi decisivi della partita. Dybala, per tutto l’anno, è andato ad intermittenza, così come Morata. Kean non ha dimostrato di essere da Juve, così come Arthur. Vlahovic ha provato a salvare la patria e ha fatto quel che ha potuto. Zakaria ha mostrato cose positive, così come Locatelli. Rabiot sta finendo in crescendo, ma per gran parte dell’anno è stato tra i peggiori. Alex Sandro è irriconoscibile. E’ mancato il salto di qualità atteso da parte di diversi giocatori (De Sciglio, Bernardeschi, e, guardando indietro, forse un ragazzo come Kulusevski avrebbe potuto far ancora comodo alla causa bianconera. E’ mancato, per pura sfortuna, Chiesa e la sua assenza è stata pesantissima, così come quella di McKennie. Senza dimenticare che Bonucci è stato out per molto tempo nel 2022, costringendo Danilo agli straordinari.

La Juve è arrivata col fiatone al momento clou dell’anno e la sconfitta allo Stadium con l’Inter ha perso certezze. Messe in archivio le ultime due partite di campionato, sarà importante lavorare bene sul mercato dove sono attesi colpi importanti e coerenti con le idee di Allegri. Fondamentale sarà la creazione di un nuovo zoccolo duro che non faccia rimpiangere l’addio del capitano e leader Chiellini. Per cancellare tutte le delusioni della stagione della “rifondazione”. E tornare a recitare un ruolo da protagonista in ogni campo.