SOS attacco! Prima Alajbegovic, poi Woltemade, infine Zhegrova e Conceicao. Confusione preoccupante per la Juventus con un grande minimo comune denominatore – Juventus News 24
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SOS attacco! Prima Alajbegovic, poi Woltemade, infine Zhegrova e Conceicao. Confusione preoccupante per la Juventus con un grande minimo comune denominatore

L’attacco in casa Juve inizia a preoccupare. E Spalletti è chiamato a trovare una soluzione in davvero poco tempo

Il verdetto emerso dopo l’ultima sfida di campionato porta alla luce una realtà innegabile per la Juve: il reparto offensivo vive un momento di gravissima difficoltà strutturale e d’identità. Nel corso del match contro la Lazio, la gestione dei cambi firmata da Luciano Spalletti ha evidenziato tutti i limiti attuali della rosa bianconera. Il tecnico ha provato a ridisegnare più volte l’assetto avanzato, ruotando uomini e caratteristiche nel tentativo di trovare la chiave giusta, ma il risultato finale è rimasto scoraggiante.

Sulla carta, le soluzioni non mancano: prima si è visto Alajbegovic nel ruolo di riferimento, poi è subentrato Woltemade a portare stazza e spessore fisico, fino agli inserimenti di Zhegrova e Conceicao per garantire imprevedibilità ed estro sulle corsie esterne. Tuttavia, né i singoli né le variazioni tattiche sono riusciti a scuotere una manovra apparsa fin da subito macchinosa. La Juve ha cambiato pelle all’attacco durante la gara, eppure, anche avvicendando gli interpreti, la formazione torinese si è dimostrata totalmente incapace di costruire trame offensive realmente insidiose per la difesa avversaria.

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L’aspetto che desta maggiore preoccupazione nell’ambiente dei bianconeri è l’assenza totale di un filo conduttore tattico. I giocatori in campo sono sembrati molli, privi della determinazione necessaria per vincere i duelli individuali e privi di una proposta di gioco chiara ed efficacie. Più che su principi organizzati o schemi manda a memoria, la manovra si è affidata esclusivamente ad iniziative estemporanee, apparendo legata al caso più che a idee di squadra ben definite. Quando un gruppo non riesce ad esprimere un’identità collettiva, nemmeno il talento dei singoli interpreti – per quanto vario e qualitativo – può bastare a capovolgere l’inerzia delle partite.

Il minimo comune denominatore di questa fase resta dunque una preoccupante confusione tecnica. Se la Juve vuole riprendere quota e competere ai massimi livelli, Spalletti dovrà lavorare alacremente non solo sul piano atletico e motivazionale, ma soprattutto sulla fluidità dei meccanismi offensivi. Sostituire pedine nel corso dei novanta minuti non basta se mancano le fondamenta dell’azione: occorre ritrovare subito concretezza, fame e un’idea di calcio precisa per uscire al più presto da questa complessa crisi di risultati e di prestazio

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